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Come possiamo uscire dalla crisi della sovrapproduzione di carne suina svizzera?
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (19.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Invito in Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
1. La sovrapproduzione di carne suina in Svizzera costituisce un fallimento del mercato? In caso affermativo, quali sono le ragioni principali? In caso negativo, perché no?
2. Quale ruolo riveste in questo contesto l'importazione di carne suina e di prodotti a base di carne suina dall'estero?
3. Quali soluzioni individua il Consiglio federale e quali ritiene eque e sostenibili?
4. Sostiene gli allevatori di suini nella ricerca di soluzioni?
5. Nei Paesi Bassi l’effettivo di suini è stato drasticamente ridotto tramite programmi di uscita volontaria dal settore, anche al fine di abbattere il notevole carico di azoto e le emissioni di ammoniaca provenienti dall’agricoltura. Il Consiglio federale ritiene che una misura di questo tipo possa essere utile nell’attuale crisi del settore suinicolo? In caso affermativo, come intende procedere? In caso negativo, perché no?
6. Attualmente un grande distributore svizzero propone le costolette di maiale indigene al prezzo di 9.50 franchi al chilo (sconto del 50%). Un chilo di Gruyère costa invece 22.70 franchi. In che modo il Consiglio federale intende garantire in futuro una maggiore equità dei prezzi e la verità dei costi?
7. Nell’ambito della PA2030+ come intende garantire che una crisi di questo tipo possa essere evitata?
Motivazione
L’attuale sovrapproduzione di carne suina sta mettendo a dura prova i contadini svizzeri. A marzo 2026 la SRF riferiva che il prezzo medio dei suini da macello era sceso del 27 per cento e che gli allevatori svizzeri producono ogni settimana 53'000 suini da macello, mentre per garantire un prezzo equo il numero ideale sarebbe 44'000 suini. Per far fronte a questa situazione l’Associazione svizzera degli allevatori e produttori di suini Suisseporc era intenzionata a convincere gli allevatori a cessare l’attività offrendo loro incentivi finanziari. Il 27 maggio 2026 la base dell’associazione ha però respinto con una maggioranza risicata l’idea di questa misura volontaria e pertanto il prezzo della carne suina potrebbe continuare a scendere.
Parere del Consiglio federale
1. Il Consiglio federale ritiene che l’attuale situazione sul mercato suinicolo non costituisca un fallimento del mercato. Al momento si registra piuttosto un’offerta eccedentaria dovuta a diversi motivi. Da un lato, da anni la produttività nella detenzione di suini è in costante aumento grazie ai progressi zootecnici, a un foraggiamento più efficiente e a condizioni di allevamento più rispettose del benessere degli animali. Dall’altro lato, il consumo pro capite e il consumo totale di carne suina sono in calo da tempo. A ciò si aggiunge il «ciclo del maiale», ovvero il ritardo nella riduzione dell’attuale offerta eccedentaria nella produzione di suinetti e suini da ingrasso a causa della durata della gestazione e dell’ingrasso. Infine, il settore della carne ritiene che la registrazione insoddisfacente delle nascite dei suinetti complichi ulteriormente il compito di fare previsioni affidabili sulla produzione.
2. L’importazione di carne suina e di prodotti a base di carne suina dall’estero non ha alcuna rilevanza nella situazione attuale, poiché la quota indigena sul consumo totale supera il 92 per cento. La causa principale dell’attuale sovrapproduzione è da ricercare nell’andamento della produzione e nella domanda all’interno del Paese.
3-7. Con la Politica agricola 2002 (PA 2002), a partire dal 1999 la politica dei prezzi è stata separata da quella dei redditi. Le disposizioni sui quantitativi definite dallo Stato, come ad esempio le quote di produzione e le garanzie di smercio, sono state abrogate al fine di orientare maggiormente l’agricoltura verso il mercato. Il Consiglio federale ritiene che un ritorno ai sostegni statali dei prezzi e alla gestione dei quantitativi non rappresenti un’opzione. Per il Consiglio federale è importante il buon funzionamento dei mercati agricoli. Nell’ambito della Politica agricola 2030+ (PA30+) si intende rafforzare la posizione delle aziende agricole sul mercato attraverso un potenziamento mirato dell’osservazione del mercato e delle misure di solidarietà. Presumibilmente nel terzo trimestre del 2026 il Consiglio federale invierà in consultazione proposte in tal senso.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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