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Impollinazione manuale nelle coltivazioni di cacao a causa di pesticidi letali per le api?
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: 1. Il Consiglio federale come valuta il fatto che in determinati Paesi gli effettivi di insetti stiano diminuendo a tal punto che i fiori devono essere impollinati manualmente?
2. Secondo il Consiglio federale, il fatto che molti dei pesticidi all’origine di tale diminuzione siano prodotti da un’azienda svizzera costituisce un problema per la reputazione del nostro Paese?
3. Perché il Consiglio federale ha escluso ogni riferimento alla catena di creazione di valore a valle nel controprogetto all’iniziativa popolare per grandi imprese responsabili, al momento in fase di consultazione? Il Consiglio federale intende apportare miglioramenti in questo ambito?
Motivazione
Alla fine di marzo, il Sonntagsblick ha dato notizia di un programma di impollinazione manuale dei fiori di cacao attuato dal governo ghanese, per il quale sono stati reclutati migliaia di giovani. L’impollinazione manuale si rende necessaria poiché gli impollinatori naturali sono notevolmente diminuiti a causa dell’impiego di pesticidi altamente tossici, letali per le api.
Molti di questi pesticidi sono prodotti dal colosso chimico Syngenta, con sede a Basilea, e sono da tempo vietati in Svizzera. Nell’ambito della consultazione in corso sul controprogetto indiretto all’iniziativa popolare per grandi imprese responsabili, si critica il fatto che la vendita di pesticidi altamente tossici e non autorizzati in Svizzera continuerà comunque a non essere vietata.
Parere del Consiglio federale
1) Il calo degli effettivi di insetti causato dalle attività umane può avere conseguenze problematiche in ogni Paese. La scomparsa di insetti impollinatori, in particolare, può avere conseguenze negative di vasta portata sulla produzione di derrate alimentari e sulla sicurezza dell’approvvigionamento. Per questo motivo, in Svizzera il Consiglio federale si impegna a favore della conservazione degli insetti impollinatori.
2) Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla reputazione della piazza economica svizzera. Esistono standard riconosciuti a livello internazionale per certificare la sostenibilità aziendale e la Confederazione adotta numerose misure (p. es. formazioni o scambi bilaterali) per incentivarne l’impiego. Inoltre, l’esportazione di prodotti fitosanitari il cui impiego in Svizzera non è consentito in ragione delle loro proprietà pericolose deve essere dichiarata (art. 3 ordinanza del 10 novembre 2004 relativa alla Convenzione di Rotterdam sulla procedura di assenso preliminare in conoscenza di causa per taluni prodotti chimici nel commercio internazionale [ordinanza PIC; RS 814.82]). Un aggiornamento dell’elenco delle sostanze soggette a obbligo di notifica è stato in consultazione fino a metà aprile 2026. Per quanto riguarda l’ulteriore sviluppo delle norme di esportazione di cui all’allegato 2.5 dell’ordinanza del 18 maggio 2005 sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81), il Consiglio federale rimanda al proprio parere sulla mozione Badertscher 24.4647.
Il Consiglio federale è tuttavia consapevole anche del fatto che la competitività dell’economia svizzera riveste grande importanza: in mancanza di condizioni quadro competitive, la piazza economica svizzera sarebbe infatti fortemente penalizzata.
3) Il Consiglio federale ha posto in consultazione un controprogetto indiretto all’Iniziativa popolare federale «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente». In base al controprogetto, le imprese svizzere sarebbero soggette a obblighi di dovuta diligenza e obblighi relativi alla redazione di un rapporto sui diritti umani e sull’ambiente. Tali obblighi non riguarderebbero solo le proprie attività commerciali, ma anche quelle delle loro filiali all’estero e, in una certa misura, quelle dei partner commerciali. Il Consiglio federale ha deciso di orientare il proprio progetto posto in consultazione alle direttive europee, al fine di evitare distorsioni della concorrenza a scapito delle imprese svizzere e di impedire un doppio onere a carico delle imprese svizzere operanti sul mercato europeo. Di conseguenza, gli obblighi di dovuta diligenza si riferiscono alla cosiddetta catena di attività, che comprende le attività dei partner commerciali a monte e, in misura limitata, a valle di un’impresa. Gli obblighi relativi alla redazione di un rapporto, previsti nel controprogetto indiretto, si riferiscono invece alla catena di creazione del valore, che è più ampia. Comprende, infatti, tutti i partner commerciali a monte e a valle, a condizione che esista un legame economico. Anche in questo caso, il progetto posto in consultazione è conforme al diritto europeo.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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