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26.3947PostulatoEDIpendente

Per una migliore identificazione e prevenzione dei suicidi riconducibili alla violenza domestica

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

Questioni socialiSalute

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Il Consiglio federale è incaricato di valutare in un rapporto l’opportunità di adottare misure per prevenire i suicidi e i tentativi di suicidio riconducibili alla violenza domestica, esaminando in particolare:

1. il rafforzamento dell’identificazione e della documentazione dei suicidi riconducibili alla violenza domestica, in particolare attraverso un migliore coordinamento tra i dati della polizia e quelli sanitari;

2. il rafforzamento della formazione di medici, autorità penali e professionisti attivi in prima linea in materia di identificazione e presa in considerazione della violenza domestica nel trattamento dei casi di suicidio;

3. l’introduzione di misure di sensibilizzazione finalizzate a migliorare la prevenzione dei suicidi in un contesto di violenza domestica e a incoraggiare la segnalazione di queste situazioni.

La violenza domestica ha conseguenze particolarmente gravi sulla salute mentale delle vittime e comporta un rischio elevato di suicidio. Recenti studi condotti nel Regno Unito hanno messo in luce questa problematica incrociando i dati della polizia relativi alla violenza domestica con quelli sui suicidi. Dai risultati emerge che i suicidi riconducibili alla violenza domestica sono sottostimati e che gli attuali sistemi di prevenzione presentano lacune.

Nella risposta all’interpellanza 26.3106, il Consiglio federale sottolinea che i dati disponibili in Svizzera non consentono di identificare i suicidi riconducibili alla violenza domestica. Questo è dovuto in particolare al fatto che manca un collegamento tra le statistiche di polizia sulla violenza domestica e i dati sanitari relativi ai suicidi. Di conseguenza, risulta difficile valutare la portata del fenomeno ed elaborare misure di prevenzione. Sarebbe pertanto opportuno esaminare un migliore coordinamento tra le autorità interessate. Un rapporto commissionato dall’UFSP raccomanda di migliorare la qualità dei dati sui suicidi, rafforzando in particolare la formazione dei medici chiamati a constatare i decessi.

La formazione dei professionisti coinvolti nelle indagini sulle cause di un suicidio e una maggiore sensibilizzazione della popolazione sono quindi indispensabili per incoraggiare la segnalazione di episodi di violenza domestica suscettibili di contribuire al gesto suicidario. L’individuazione di questi casi contribuirebbe a rafforzare la protezione delle vittime e a migliorare la comprensione di questo fenomeno ancora poco conosciuto.

La violenza domestica può causare disagio psicologico, pensieri suicidi e comportamenti autolesionistici. Ciò è confermato dalla ricerca. Per questo motivo, la violenza domestica è considerata un fattore di rischio nel Piano d’azione nazionale prevenzione del suicidio della Confederazione (www.ufsp.admin.ch > Politica & leggi > Politica nazionale della sanità > Piani d’azione politica > Panoramica > Piano d’azione prevenzione del suicidio). D’altra parte va sottolineato che nella maggior parte dei casi i suicidi non sono riconducibili a un unico fattore di rischio, ma sono la conseguenza di un insieme complesso di fattori individuali e sociali.

Il Consiglio federale ritiene molto importante la proposta formulata nel postulato di prevedere formazioni sulla violenza domestica destinate ad ambiti professionali come la polizia, la medicina e il diritto, nonché misure di sensibilizzazione generali. A tale scopo sono già in corso diverse iniziative. Il coordinamento dei dati statistici suggerito comporterebbe tuttavia notevoli difficoltà sul piano giuridico e istituzionale e assorbirebbe risorse che verrebbero così a mancare nella prevenzione concreta del suicidio.

Come esposto nella sua risposta del 20 maggio 2026 all’interpellanza Docourt 26.3106 «Nesso tra suicidi e violenza domestica. Stato delle conoscenze e monitoraggio in Svizzera», non è possibile stabilire un collegamento tra i dati sulla violenza domestica contenuti nella statistica criminale di polizia (SCP) e quelli relativi ai suicidi consumati riportati nella statistica delle cause di morte. Ciò è dovuto al fatto che nella SCP non sono disponibili i numeri AVS delle persone e non è quindi possibile collegare i suoi dati con quelli della statistica federale delle cause di morte. La SCP comprende dati relativi alle persone danneggiate e a quelle imputate in seguito a reati penali. La comunicazione dei casi di suicidio all’Ufficio federale di statistica da parte delle autorità cantonali di polizia ai fini del rilevamento nella SCP non è tuttavia obbligatoria.

L’offerta di formazioni sulla violenza domestica può contribuire a sensibilizzare i professionisti attivi nei settori della polizia, della medicina e del diritto e sostenerli negli accertamenti successivi a un decesso straordinario, come un suicidio. Sul sito web dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo sono pubblicati gli standard minimi per la formazione e il perfezionamento in vari ambiti professionali, tra cui medicina, polizia e diritto, in materia di violenza di genere, violenza sessualizzata e violenza domestica (www.parita-svizzera.ch > Violenza contro le donne e violenza domestica > Pubblicazioni sulla violenza contro le donne > Norme minime per la formazione e il perfezionamento). La loro attuazione è di competenza dei rispettivi responsabili della formazione. Sulla piattaforma online www.bag-blueprint.ch, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) informa sulle attività in corso in Svizzera nei settori della prevenzione del suicidio, della violenza domestica e della violenza contro le donne. Vi sono presentate anche diverse offerte formative. Per contro, l’introduzione di formazioni per i medici non migliorerebbe la disponibilità dei dati relativi ai suicidi nella statistica delle cause di morte come auspicato dal postulato, in quanto gli indizi di violenza domestica non possono essere documentati in modo sistematico nel certificato medico delle cause di morte. In conformità con le linee guida internazionali, vengono documentate soltanto la malattia iniziale, la malattia consecutiva e le malattie concomitanti.

Il Consiglio federale intende proseguire i lavori già avviati in materia di prevenzione del suicidio e di violenza domestica. Con la piattaforma online www.parlare-puo-salvare.ch dedicata alla prevenzione del suicidio, l’UFSP fornisce aiuto ai diretti interessati, ai loro familiari e ai superstiti. Inoltre, sul proprio sito web mette a disposizione materiale sulla prevenzione del suicidio nell’ambito dell’assistenza psichiatrica. Per quanto riguarda l’ulteriore necessità d’intervento, è in contatto con gli attori competenti. Per esempio, in occasione di incontri con i Cantoni sulla prevenzione del suicidio illustra l’importanza di misure volte a limitare l’accesso ai mezzi e ai metodi che potrebbero essere utilizzati per commettere suicidio, come la riduzione della presenza di armi e medicamenti nelle abitazioni o la messa in sicurezza dei ponti. Attualmente la Confederazione, i Cantoni, le Città e i Comuni stanno elaborando, con il coinvolgimento della società civile, la futura strategia nazionale contro la violenza domestica, sessuale e di genere – la cui approvazione da parte del Consiglio federale è prevista all’inizio del 2027 – che rafforzerà anche la prevenzione della violenza domestica.

Il Consiglio federale intende tenere conto dell’importanza che la violenza domestica riveste nel contesto della prevenzione del suicidio, come già evidenziato dalle ricerche esistenti, nell’ambito delle attività rilevanti in corso e nei limiti delle risorse disponibili. Ritiene che un nuovo rapporto non fornirebbe alcun valore aggiunto e propone quindi di respingere il postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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