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26.3951InterpellanzaWBFpendente

Prezzi dei carburanti ai massimi storici. Quali misure immediate sta valutando il Consiglio federale per fornire sostegno alla popolazione e all'economia?

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

EconomiaTrasportiAgricolturaEnergiaImposte

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

• Come valuta il Consiglio federale l’attuale impatto dei prezzi elevati dei carburanti sulle famiglie, sul commercio, sull’agricoltura e sul settore dei trasporti?

• Quali misure a breve termine sono state prese in considerazione o vengono attualmente esaminate per aiutare la popolazione e l’economia a fronte di tariffe dei carburanti straordinariamente elevate?

• Quali ripercussioni avrebbe sul prezzo al litro del carburante la sospensione temporanea dell’imposta sugli oli minerali applicata alla benzina e al gasolio?

• Quali sarebbero le ripercussioni finanziarie di una sospensione temporanea dell’imposta sugli oli minerali per la Confederazione, i Cantoni e il finanziamento del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA)?

• Quali basi giuridiche sarebbero necessarie per attuare rapidamente, in situazioni di crisi straordinarie, misure temporanee di sgravio relative alle imposte sui carburanti?

• Il Consiglio federale è disposto a predisporre una riduzione temporanea o una sospensione dei tributi federali sui carburanti nel caso di un ulteriore forte aumento dei prezzi?

• Quali altri strumenti ritiene idonei a tutelare il potere d’acquisto della popolazione e la competitività dell’economia svizzera in un contesto di forte aumento dei prezzi dell’energia?

Le recenti tensioni geopolitiche e le turbolenze sui mercati energetici internazionali hanno provocato un forte aumento delle tariffe dei carburanti in Svizzera. I prezzi di benzina e diesel, ben superiori ai due franchi al litro, incidono pesantemente sui pendolari, sulle famiglie, sul settore commerciale, su quello dei trasporti e sull’agricoltura.

Poiché l’andamento dei prezzi è determinato in larga misura da eventi internazionali, ci si chiede quali possibilità abbia la Confederazione per sostenere in modo rapido ed efficace la popolazione e l’economia in una situazione del genere. In circostanze analoghe diversi Stati europei hanno valutato o adottato misure fiscali temporanee per ridurre i prezzi dei carburanti.

Sulle base di queste considerazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.

1./2. Dalla fine di febbraio, la guerra in Iran e le incertezze che ne derivano hanno provocato un aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Dopo un calo significativo dovuto alla temporanea distensione geopolitica, i prezzi hanno ricominciato a salire dall’inizio di luglio, pur restando ben al di sotto del picco raggiunto a maggio. Per la Svizzera, al momento, si ritiene che le ripercussioni sulla crescita economica rimangano limitate. Nelle sue previsioni del 18 giugno, il gruppo di esperti della Confederazione stima che nel 2026 l’inflazione sarà dello 0,6 % e la crescita economica reale dello 0,9 %.

Sebbene l’incertezza rimanga elevata, la situazione nel complesso non è paragonabile a quella del 2022, quando i prezzi dell’energia avevano subìto un forte aumento a causa della guerra in Ucraina e l’inflazione si era attestata al 2,8 % in media annuale. Per il momento il Consiglio federale non ritiene necessario emanare misure specifiche. Osserva però attentamente l’evoluzione della situazione (cfr. il parere del Consiglio federale sulla mozione 26.3072 Wyssmann del 9 marzo 2026).

3. La Confederazione riscuote un’imposta e un supplemento fiscale sugli oli minerali che gravano sui carburanti. La benzina è tassata a 76,82 centesimi al litro, mentre il gasolio a 79,57 centesimi al litro. La sospensione temporanea dell'imposta e del supplemento fiscale sugli oli minerali dovrebbe tradursi in una riduzione del prezzo del carburante pari all’aliquota fiscale applicabile, a condizione che i rivenditori di carburante e i gestori delle stazioni di servizio trasferiscano integralmente tale riduzione ai clienti finali.

4. Secondo il consuntivo 2025, l’abolizione totale dell’imposta sugli oli minerali e del supplemento fiscale su benzina e gasolio comporterebbe una perdita media di entrate pari a circa 368 milioni di franchi al mese. Secondo il finanziamento speciale allegato al consuntivo 2025, significherebbe sottrarre circa 140 milioni di franchi al mese al Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA) e 105 milioni di franchi al finanziamento speciale per il traffico stradale (FSTS), dal quale i Cantoni ricevono contributi (circa 490 mio. di franchi all’anno). Senza le entrate derivanti dalle imposte sugli oli minerali non sarebbe quindi più possibile garantire il finanziamento delle strade nazionali e del traffico d’agglomerato, né versare i contributi finanziati dal FSTS. La parte restante, senza destinazione vincolata, non verrebbe invece più versata alla cassa federale.

5. La tariffa d’imposta sugli oli minerali e il supplemento su tale imposta sono disciplinati dalla legge federale sull’imposizione degli oli minerali (RS 641.61). L’eventuale modifica delle aliquote d’imposta richiederebbe un adeguamento della legge.

6./7. Il Consiglio federale non ritiene opportuno intervenire nella formazione dei prezzi dei carburanti. Un intervento causerebbe una distorsione degli incentivi degli operatori di mercato, poiché i prezzi più bassi farebbero aumentare la domanda. Si tratterebbe di una contraddizione rispetto all’impegno della Confederazione per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici. Per attenuare l’impatto economico è possibile ricorrere ai consueti strumenti, in particolare il lavoro ridotto. Alla luce del difficile contesto economico, il 27 maggio 2026 il Consiglio federale ha prorogato fino al 31 gennaio 2027 la durata massima di riscossione dell’indennità di lavoro ridotto, che è stata estesa da 12 a 24 mesi. Il Consiglio federale ha inoltre intensificato gli sforzi volti a rafforzare la piazza economica svizzera. Alla fine del 2025 ha approvato un pacchetto di misure concrete volte a ridurre gli oneri normativi a carico delle imprese. In ambito fiscale, ad esempio, l'attuazione è già in corso.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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