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26.3964MozioneWBFpendente

Leguminose svizzere. Utilizzare l'intero margine doganale disponibile per evitare una concorrenza sleale da parte delle importazioni

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

AgricolturaSalute

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Al più tardi nell’ambito del messaggio relativo alla PA30+ o della prossima revisione pertinente del diritto doganale agricolo, il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto volto a migliorare la protezione della produzione svizzera di piselli proteici, favette e altre leguminose a granelli destinati all’alimentazione umana. Tale progetto dovrà essere compatibile con gli impegni assunti dalla Svizzera sul piano internazionale, ma al contempo utilizzare appieno i margini di manovra esistenti per evitare che le leguminose prodotte nel nostro Paese siano perennemente svantaggiate rispetto alle importazioni, com’è il caso attualmente.

Laddove giuridicamente possibile, il Consiglio federale valuterà e attuerà i seguenti strumenti:

• adeguamento delle voci della tariffa doganale applicabili alle leguminose a granelli destinate all’alimentazione umana;

• utilizzo del margine disponibile nei dazi doganali consolidati;

• introduzione di un tributo o di un contributo specifico all’importazione, purché ciò sia compatibile con gli impegni assunti dalla Svizzera sul piano internazionale;

• creazione o adeguamento di contingenti doganali, qualora ciò consenta di salvaguardare la produzione indigena;

• maggiori esigenze per quanto riguarda la dichiarazione dell’origine e del metodo di produzione per le leguminose importate;

• misure compensative equivalenti a favore della filiera svizzera qualora non sia possibile aumentare i dazi.

Il Consiglio federale presenterà al Parlamento un rapporto di attuazione in cui illustrerà le misure, i vincoli internazionali applicabili, gli effetti attesi sulla produzione indigena e gli eventuali adeguamenti normativi necessari.

Il comparto svizzero delle leguminose non potrà svilupparsi in modo sostenibile finché verranno importati prodotti meno cari, ottenuti con costi o standard diversi. Il rischio è maggiore nella fase iniziale: volumi esigui, costi elevati, investimenti nella cernita, nello stoccaggio e nella trasformazione.

Com’è il caso per altri prodotti sensibili, queste colture sono fondamentali per la sicurezza alimentare, per la creazione di valore aggiunto in Svizzera e per un’alimentazione sostenibile. I margini doganali sono limitati dall’OMC, come riportato nella mozione 25.3827. È quindi necessario utilizzare l’intero margine disponibile e, se necessario, ricorrere a misure equivalenti. In assenza di condizioni di mercato eque, il sostegno alla superficie e all’innovazione continuerà a essere insufficiente.

Visti i dazi massimi sulle leguminose a granelli destinate all’alimentazione umana fissati in maniera vincolante per la Svizzera in seno all’OMC, su tali prodotti la protezione doganale non è consentita o può essere applicata soltanto in misura molto limitata. Nel caso delle merci non trasformate i dazi massimi consentiti per 100 chilogrammi ammontano a 0 franchi per le lenticchie, a 0,85 franchi per i piselli, a 4 franchi per i ceci e a 5 franchi per la soia. Sui piselli essiccati per l’alimentazione umana viene già applicata la protezione doganale massima di 0,85 franchi per 100 chilogrammi. La soia destinata alla fabbricazione di derrate alimentari può invece essere importata in Svizzera a dazio zero. Considerato che le rese per ettaro della soia, pari a circa 4 tonnellate, sono inferiori a quelle dei cereali, il potenziale di sostegno di questa leguminosa a granelli attraverso la protezione doganale ammonta soltanto a circa 200 franchi per ettaro. Inoltre, un aumento dei dazi all’importazione rispetto a quelli massimi notificati andrebbe negoziato con i membri dell’OMC e comporterebbe compensazioni in altri ambiti.

Per quanto riguarda le prescrizioni in materia di dichiarazione, la normativa vigente garantisce un elevato livello di trasparenza. L’introduzione di prescrizioni in materia di dichiarazione più severe comporterebbe ostacoli al commercio con l’UE e maggiori costi per l’industria alimentare. Dalla consultazione relativa all’attuazione della mozione CSEC-S 20.4267 «Dichiarazione dei prodotti ottenuti mediante metodi vietati» è emerso che un tale obbligo di caratterizzazione non è attuabile per le derrate alimentari di origine vegetale.

L’aumento della protezione doganale e l’introduzione di prescrizioni in materia di dichiarazione più severe comporterebbero un rincaro dei prezzi al consumo. Ciò non sarebbe opportuno, visto il basso consumo pro capite di leguminose a granelli evocato nel parere alla mozione 26.3961. Come illustrato nel parere alla mozione 26.3962, al fine di potenziare la coltivazione di leguminose a granelli destinate all’alimentazione umana il Consiglio federale privilegia un aumento mirato del contributo per singole colture.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.