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26.3973MozioneEJPDpendente

Divieto d'entrata e sanzioni nei confronti di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)

Politica internazionalePolitica di sicurezzaDiritto internazionale

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie per:

• vietare l’accesso al territorio svizzero a Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della sicurezza nazionale;

• vietare l’accesso al territorio svizzero a Bezalel Smotrich, ministro israeliano delle finanze;

• adottare sanzioni finanziarie nei confronti di Itamar Ben-Gvir, in particolare il congelamento dei beni;

• adottare sanzioni finanziarie nei confronti di Bezalel Smotrich, in particolare il congelamento dei beni.

Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sono due ministri israeliani appartenenti all’estrema destra ultranazionalista e suprematista. Sostengono l’espulsione dei cittadini arabi e l’annessione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

Come attestano video e testimonianze, Itamar Ben-Gvir ha personalmente umiliato cittadini svizzeri, costringendoli a inginocchiarsi, viso a terra, mani legate e circondati da militari armati. Vi sono prove che durante la successiva detenzione in una prigione israeliana sotto la sua autorità sono stati commessi stupri e gravi violenze fisiche, sessuali e psicologiche. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha deplorato questo trattamento nei confronti dei partecipanti svizzeri alla flottiglia per Gaza, ma deve fare di più.

La Francia ha dichiarato di non tollerare tali minacce, intimidazioni e brutalità nei confronti dei propri cittadini. Ha quindi vietato l’ingresso nel suo territorio a Itamar Ben-Gvir a partire da maggio 2026. Il 9 giugno ha vietato l’entrata anche a Bezalel Smotrich, il quale promuove in particolare nuove colonie in Cisgiordania e la ricolonizzazione di Gaza.

Il 10 giugno il Regno Unito si è unito a Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia vietando ai due ministri israeliani l'ingresso nel proprio territorio e congelando i loro beni.

In nome del rispetto dovuto ai suoi cittadini, la Svizzera deve adottare provvedimenti contro Itamar Ben-Gvir. Deve inoltre applicare sanzioni nei confronti di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich i quali, con il loro suprematismo, le loro incitazioni all’odio verso i Palestinesi e alla violenza coloniale, compromettono gli obiettivi di coesistenza pacifica tra Israeliani e Palestinesi e di risoluzione del conflitto promossi dalla Svizzera. Non agire significa isolarsi dai nostri partner attenti ai diritti fondamentali dei propri cittadini e desiderosi di risolvere il conflitto.

Secondo il diritto internazionale consuetudinario i rappresentanti di Stato, quali i due ministri menzionati dall’autrice della mozione, godono dell’immunità per gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali (immunità «ratione materiae»). Questa immunità funzionale non impedisce, in linea di principio, di pronunciare un divieto d’entrata o sanzioni finanziarie. È fatta eccezione per l’entrata in Svizzera di tali persone in qualità di membri di una delegazione statale ufficiale che partecipano a un evento di un’organizzazione internazionale con sede in Svizzera. Conformemente agli accordi di sede stipulati dal Consiglio federale con le organizzazioni internazionali interessate, la Svizzera è tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per consentire l’entrata e il soggiorno nel suo territorio nonché la partenza dal medesimo a tutte le persone che operano presso tali organizzazioni a fini ufficiali.

Secondo l’articolo 1 capoverso 1 della legge sugli embarghi (LEmb; RS 946.231) la Confederazione può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni volte a far rispettare il diritto internazionale pubblico, in particolare i diritti dell’uomo, adottate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) o dai principali partner commerciali della Svizzera, ossia nello specifico l’Unione europea. Tra le possibili sanzioni figurano il blocco dei beni e delle risorse economiche nonché il divieto d’entrata e di transito. Finora, singoli Stati hanno imposto sanzioni autonome (divieti d’entrata, accompagnati in alcuni casi dal blocco dei beni) nei confronti dei due ministri israeliani citati nella mozione. Queste misure non si basano tuttavia su una decisione dell’ONU, dell’OSCE o dei principali partner commerciali della Svizzera ai sensi dell’articolo 1 capoverso 1 LEmb, bensì su un’azione unilaterale o concordata a livello plurilaterale da singoli Stati. Come illustrato dal Consiglio federale nel suo parere alla mozione Walder 24.3097, la Svizzera non ha mai adottato sanzioni imposte da un singolo Stato, soprattutto perché le sanzioni sono efficaci quando vengono applicate su larga scala. Inoltre, riprendendo le sanzioni di alcuni Paesi isolati, la Svizzera potrebbe ritrovarsi ad applicare più regimi sanzionatori rispetto ai suoi partner. Occorre pertanto mantenere la coerenza nella politica di sanzioni.

Secondo l’articolo 67 capoverso 4 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) l’Ufficio federale di polizia può, previa consultazione del Servizio delle attività informative della Confederazione, vietare l’entrata in Svizzera a uno straniero allo scopo di salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Simili misure preventive di polizia possono essere pronunciate unicamente se sussistono indizi concreti e attuali che lasciano supporre che la persona oggetto della decisione possa costituire una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Le minacce tipiche alla sicurezza interna o esterna comprendono le attività nell’ambito del terrorismo e dell’estremismo violento che fanno espressamente l’apologia della violenza e che si rivolgono direttamente contro la Svizzera. Nel presente caso questi presupposti non sono soddisfatti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.