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Libertà di religione in Egitto. La situazione dei bahá’í, degli ahmadiyya, dei cristiani copti e di altre minoranze religiose

depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)

Politica internazionaleDiritti umaniCultura

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I bahá’í, insediati in Egitto sin dal XIX secolo, sono minacciati nella loro stessa esistenza dalla discriminazione promossa dallo Stato, che nega loro il riconoscimento come soggetti di diritto: i loro matrimoni non vengono riconosciuti, per cui bambine e bambini crescono senza uno status giuridico, e vengono loro negati la cittadinanza, il diritto di soggiorno e l’istruzione, oltre che una sepoltura dignitosa. Secondo il relatore speciale dell’ONU, ciò costituisce una violazione dei «loro diritti sia in vita che al momento della morte». La sorveglianza sistematica e gli interrogatori cui sono sottoposti infrangono inoltre la libertà di religione, di riunione e di associazione.

Anche la comunità ahmadiyya è vittima di persecuzioni: molti dei suoi membri subiscono violenze, detenzioni arbitrarie e sparizioni forzate. La comunità cristiana copta deve affrontare episodi di violenza a sfondo religioso, discriminazioni nel settore dell’istruzione, restrizioni relative all’uso di simboli religiosi e molestie di genere. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

• Il Consiglio federale condivide l’opinione del relatore speciale dell’ONU secondo cui i bahá’í in Egitto sono oggetto di discriminazioni imposte dallo Stato, in particolare per quanto riguarda il loro diritto alla libertà di religione e i loro diritti in materia di stato civile?

• Il Consiglio federale ha espresso all’Egitto le proprie preoccupazioni riguardo al trattamento riservato ai bahá’í, agli ahmadiyya, ai cristiani copti e ad altre minoranze religiose? In caso contrario, come giustifica questa cautela?

• L’Esecutivo ritiene che le restrizioni imposte a queste comunità siano compatibili con gli obblighi internazionali dell’Egitto in materia di diritti umani, compreso il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici?

• Quali misure concrete sta adottando la Svizzera, a livello bilaterale o multilaterale, per sostenere la libertà di religione e la tutela delle minoranze religiose a rischio in Egitto?

1./3. Il Consiglio federale prende atto con preoccupazione dei rapporti dell’ONU sulla discriminazione sistematica dei bahá’í in Egitto. L’Ambasciata svizzera in Egitto e i servizi competenti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) seguono la situazione sul posto.

Le restrizioni nei confronti dei bahá’í, della comunità ahmadiyya e dei cristiani copti possono ledere i diritti garantiti dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (RS 0.103.2), in particolare la libertà di religione (art. 18) e il divieto di discriminazione (art. 26). Simili misure sono ammissibili solo in condizioni molto specifiche. Sussistono pertanto notevoli dubbi sul fatto che le restrizioni giuridiche e pratiche a cui sono soggette queste comunità siano compatibili con gli obblighi internazionali assunti dall’Egitto in materia di diritti umani. I rapporti del relatore speciale dell’ONU attirano l’attenzione su tale incompatibilità.

2./4. Nel quadro dell’ultimo esame periodico universale dell’Egitto dinanzi al Consiglio dei diritti umani dell’ONU, risalente al gennaio 2025, la Svizzera ha raccomandato, tra le altre cose, il rilascio di tutte le persone che si trovano in carcerazione preventiva da più di due anni (termine previsto dalla legge). Ciò mira in particolare a migliorare la tutela delle minoranze, che sono spesso oggetto di detenzioni arbitrarie. In passato il DFAE ha inoltre più volte condannato pubblicamente gli attacchi contro la comunità copta egiziana. I diritti umani e il buongoverno figurano tra le priorità del progamma di cooperazione della Svizzera in Egitto (www.deza.eda.admin.ch/it/ > Paesi d’impiego della DSC > Egitto). Sostenendo le riforme volte a rafforzare lo Stato di diritto, la Svizzera contribuisce anche a migliorare la protezione delle minoranze nel Paese, comprese quelle religiose.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi

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