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Sottonotifica dei tumori professionali. Un problema cronico?
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (02.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Condivide l’opinione secondo cui i tumori professionali sono sottonotificati?
2. I requisiti da soddisfare affinché i tumori professionali siano riconosciuti come malattie professionali sono troppo severi?
Come ridurre la pressione sui datori di lavoro, poco inclini a notificare malattie professionali, segnatamente per via delle conseguenze finanziarie?
4. Quali strategie già disponibili è possibile attuare rapidamente per migliorare la notifica dei tumori professionali?
5. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per far sì che il tasso di notifica dei tumori professionali rispecchi la realtà dei fatti?
Motivazione
Negli ultimi anni la media dei tumori riconosciuti come professionali era di 150 casi all’anno. Si stima che, dei 40 000 nuovi casi di tumore all’anno, tra il 2 e l’8 per cento siano di origine professionale. Ciò significa che tra 800 e 3200 nuovi casi di tumore all’anno dovrebbero essere riconosciuti come malattia professionale.
Questi dati evidenziano come i tumori professionali siano ampiamente sottonotificati. Oltre a tradursi in una minore protezione sociale per i pazienti, questo fenomeno rende invisibile l’impatto sanitario dell’esposizione professionale, ostacolando interventi preventivi mirati e collettivi, specialmente nelle aziende. Al contempo, fa gravare sull’assicurazione malattie costi che spetterebbero all’assicurazione infortuni del datore di lavoro.
Attualmente diversi ostacoli impediscono una migliore notifica dei casi: la complessità e la durata della procedura, la scarsa conoscenza delle esposizioni professionali precedenti da parte di tutti gli attori e la carenza di risorse per la ricerca e la sorveglianza epidemiologica. Nonostante la riduzione dell’esposizione (sostituzione, protezione collettiva) rivesta un ruolo chiave, le campagne di sensibilizzazione restano insufficienti.
Vi sono tuttavia numerose strategie per rimediare alla situazione: migliorare la formazione dei medici, semplificare e sostenere le procedure di notifica coinvolgendo gli assicuratori, potenziare l’attività di ricerca e gli esami medici di prevenzione o istituire un registro contenente dati sulla professione e sulle esposizioni.
Parere del Consiglio federale
1. Secondo il Servizio centrale delle statistiche dell’assicurazione contro gli infortuni (SSAINF) ogni anno vengono effettivamente riconosciuti come malattie professionali in media 155 casi di tumore (su 2400 casi di malattie professionali riconosciuti in totale). Questi rappresentano quindi il 7 per cento delle malattie professionali riconosciute ogni anno. Nell’86 per cento dei casi si tratta di mesoteliomi causati dall’esposizione all’amianto. Il Consiglio federale non dispone di dati che quantifichino il numero di casi non notificati, ma parte comunque dal presupposto che vi sia effettivamente una sottonotifica delle malattie professionali nel loro complesso. Le ragioni sono legate, in particolare, al periodo di latenza spesso molto lungo tra l’esposizione e l’insorgenza della malattia, al fatto che il lavoratore a volte ha cambiato più volte datore di lavoro, alle cause multifattoriali dei tumori (tabacco, alcol, fattori genetici, ambiente, professione), alla complessità nel ricostruire con precisione le esposizioni professionali passate e alle difficoltà nel dimostrare un nesso causale tra la malattia insorta e l’esposizione professionale.
2. Il quadro giuridico applicabile ai tumori di origine professionale è sancito nell’articolo 9 della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20). Una patologia è considerata malattia professionale quando, nell’esercizio di un’attività professionale, è causata esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori elencati nell’allegato 1 dell’ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202). Sono considerate professionali anche altre malattie di cui è provato siano state causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall’esercizio dell’attività professionale. Il Consiglio federale ritiene che i criteri che definiscono una malattia professionale non siano troppo severi.
3. L’articolo 45 capoverso 2 LAINF prevede che il datore di lavoro deve avvisare tempestivamente l’assicuratore appena è a conoscenza dell’infortunio che, occorso a un assicurato della sua impresa, comporti una cura medica, un’incapacità lavorativa o la morte. L’articolo 112 capoverso 1 LAINF prevede che è punito con una pena pecuniaria sino a 180 aliquote giornaliere chiunque intenzionalmente, mediante indicazioni false o incomplete, oppure altrimenti, si sottrae in tutto o in parte all’obbligo assicurativo. Il Consiglio federale non è a conoscenza di situazioni dove il datore di lavoro non ha notificato un infortunio o una malattia professionale per via delle conseguenze finanziarie che avrebbe potuto comportare.
4 e 5. Le malattie legate all’attività lavorativa si manifestano spesso in modo insidioso, a seguito di un lento deterioramento dello stato di salute, spesso molto tempo dopo l’esposizione ai rischi, talvolta quando l’assicurato è già in pensione. È fondamentale che ogni sospetto fondato venga notificato tempestivamente all’assicuratore-infortuni. In teoria, la notifica può essere presentata dal datore di lavoro, dal lavoratore o anche da un medico. Attualmente, però, l’obbligo di notificare l’infortunio si applica esclusivamente al datore di lavoro. Tuttavia, le malattie professionali vengono generalmente diagnosticate dai medici curanti, i quali non hanno quindi né l’obbligo legale di notificare i casi, né un canale specifico a disposizione per comunicarli agli assicuratori-infortuni. Qualora il Parlamento ravvisi la necessità di intervenire al riguardo, il Consiglio federale valuterà se la creazione di un modulo specifico per la notifica delle malattie professionali destinato agli assicurati e/o ai medici curanti, l’introduzione dell’obbligo di notifica per i medici o il rafforzamento delle conoscenze di questi ultimi in materia di malattie professionali possano rappresentare potenziali vie di miglioramento.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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