Parlamento / Oggetti / 26.4040
Vietare il movimento ultranazionalista israeliano
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di presentare all’Assemblea federale un progetto di legge federale che consenta di qualificare il movimento ultranazionalista israeliano come organizzazione criminale e di vietarlo integralmente in Svizzera, sul modello di quanto è stato fatto per Hamas.
Motivazione
Nel suo messaggio sulla legge federale che vieta Hamas, il Consiglio federale ha sostanzialmente giustificato tale divieto con la necessità di rafforzare la sicurezza, impedire qualsiasi forma di sostegno ad Hamas da parte della Svizzera e contribuire al rispetto e alla promozione del diritto internazionale.
Lo stesso deve valere per il movimento ultranazionalista israeliano. Ricordiamo che la colonizzazione israeliana, attivamente promossa e sostenuta da questa corrente, è stata sistematicamente condannata dalla giustizia internazionale; allo stesso modo, gli atti di genocidio e la deportazione dei palestinesi costituiscono crimini contro l’umanità ai sensi del diritto internazionale. Recentemente la reintroduzione della pena di morte per i palestinesi, così come i maltrattamenti inflitti ai membri della Flottiglia per Gaza, costituiscono anch’essi esempi delle gravissime derive di questa corrente, che partecipa attivamente alla coalizione al potere.
La distinzione tra ciò che rientrerà nel campo di applicazione del divieto e ciò che rimarrà ammissibile non dovrebbe sollevare maggiori difficoltà rispetto al caso di Hamas. Nella legge federale che vieta Hamas, sono prese di mira anche le organizzazioni «associate», il che presuppone un certo margine di discrezionalità da esercitare caso per caso. Nel caso della coalizione di Netanyahu attualmente al potere, le sue componenti più radicali dovrebbero rientrare nel campo di applicazione del divieto, come il Partito Nazionale Religioso (Mafdal) o Otzma Yehudit (Potere ebraico), teocratici, suprematisti e sostenitori della colonizzazione della Cisgiordania e della Palestina, se necessario con la violenza. Si ricorda che ai loro ministri Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir è già stato vietato l’ingresso in numerosi Paesi (Regno Unito, Francia, Canada, Australia ecc.). Per quanto riguarda il Likud, si tratterà di valutare la situazione in base alle singole persone e all’evoluzione delle loro posizioni e azioni, in particolare durante la campagna elettorale dell’autunno 2026. L’esistenza di un mandato di arresto emesso dalla giustizia internazionale nei confronti dei suoi rappresentanti costituirà un indizio importante da tenere in considerazione.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale esige il rispetto del diritto internazionale e condanna le violazioni di quest’ultimo da parte delle parti in conflitto.
In Svizzera i divieti di organizzazioni costituiscono delle eccezioni e non la regola. Il Consiglio federale ritiene importante mantenere la prassi finora seguita dal nostro Paese, secondo cui le organizzazioni vengono vietate solo in casi specifici, in presenza di motivi estremamente gravi. Ha sempre sottolineato che il divieto specifico di Hamas non costituisce un cambiamento di paradigma nella prassi seguita dalla Svizzera, in linea di principio prudente. Dal punto di vista del Consiglio federale, è importante porre al centro dell’attenzione la gravità della minaccia effettiva che un’organizzazione rappresenta per la sicurezza della Svizzera come presupposto per un divieto. Solo così i divieti sono efficaci e le risorse impiegate a tal fine sono giustificabili.
Per quanto riguarda il «movimento ultranazionalista israeliano», l’assenza di interessi in materia di politica di sicurezza nonché l’indeterminatezza del movimento depongono a sfavore di un divieto:
• Il «movimento ultranazionalista israeliano» non rappresenta una minaccia per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera idonea a giustificare un tale divieto dell’organizzazione.
• Il «movimento ultranazionalista israeliano» comprende diversi gruppi indipendenti o persone singole; come già rilevato nella motivazione della mozione, potrebbe comprendere addirittura determinati membri dell’attuale Governo israeliano. La mancanza della necessaria determinatezza del divieto metterebbe in discussione la sua attuazione e quindi la sua efficacia, mentre la definizione del comportamento incriminato potrebbe non essere sufficientemente chiara per giungere a condanne penali.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
