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Evitare una sovraregolamentazione: no alla sostituzione delle norme SIA con gli Eurocodici di seconda generazione
depositato il 30.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (30.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di opporsi alla sostituzione delle norme SIA con gli Eurocodici di seconda generazione e di non accettare queste nuove norme da parte dello Stato. In particolare, occorre impedire una sovraregolamentazione dovuta al recepimento degli Eurocodici.
Motivazione
La SIA si sta adoperando per allineare le sue norme agli Eurocodici di seconda generazione. Poiché le norme SIA assumono di fatto un carattere quasi prescrittivo, visto che sono inserite nei contratti o citate in leggi e ordinanze quali norme riconosciute dal settore dell’edilizia, questo tema diventa rilevante anche sotto il profilo politico-istituzionale. La violazione di queste norme può comportare gravi conseguenze in termini di responsabilità e di risarcimento danni.
L’esempio della norma SIA 262 «Costruzioni di calcestruzzo» illustra particolarmente bene tale problematica. Mentre la vigente norma SIA 262 conta circa 112 pagine, il corrispondente Eurocodice, corredato della relativa appendice nazionale, ne conterà presumibilmente circa 450. Si tratta di un volume di pagine che supera di quattro volte l’attuale quadro normativo. La differenza risiede nel fatto che gli Eurocodici descrivono il maggior numero possibile di casi e presentano un elevato grado di dettaglio, lasciando agli ingegneri meno margine per la riflessione e la valutazione. Le attuali norme SIA sono relativamente compatte e si basano su principi, mentre le norme dell’Unione europea mirano a disciplinare ogni aspetto nel modo più dettagliato possibile e seguono un approccio orientato alle regole. Le norme SIA tengono conto delle specificità del nostro Paese, mentre quelle dell’Unione europea si applicano a un’area geografica che si estende dalla Lapponia a Cipro.
Il recepimento acritico degli Eurocodici comporta non solo un aumento dei costi di progettazione e costruzione, ma, a causa della sovraregolamentazione, complica il quadro normativo e indebolisce la capacità di innovazione e la competitività del settore dell’edilizia in Svizzera. Le grandi imprese sono avvantaggiate rispetto alle PMI, perché possono avvalersi di numerosi specialisti e giuristi e sono quindi in grado di gestire meglio la sovraregolamentazione. Bisogna assolutamente evitare che si verifichi una situazione di questo tipo. Il livello di sicurezza esistente oggi in Svizzera è paragonabile a quello europeo, se non addirittura superiore.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 29.10.2026. Dati grezzi
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