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Parlamento / Oggetti / 26.4371

26.4371InterpellanzaEJPDpendente

Incoraggiare il ritorno dei rifugiati ucraini

depositato il 30.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (30.09.2026)

Migrazione

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Attualmente quasi 72 000 rifugiati ucraini beneficiano dello statuto di protezione S in Svizzera. Il Consiglio federale ha deciso di prorogare questo regime fino al 4 marzo 2028, motivando la scelta con la persistente instabilità della situazione in Ucraina.

A partire da marzo 2027, i primi cittadini ucraini con statuto S residenti da cinque anni nel nostro Paese potranno ottenere un permesso di dimora B. Quasi 46 000 persone adempiranno tali condizioni, accedendo allo stesso livello di aiuto sociale accordato ai cittadini svizzeri. Questo passaggio comporterà per l’ente pubblico costi superiori a 300 milioni all’anno.

Tuttavia, nel 2024 il Governo di Kiev ha adottato una strategia di sviluppo demografico che include il ritorno dei rifugiati. In tal modo intende creare le condizioni per un ritorno volontario, frenare l’esodo dei giovani e incentivare il rientro degli espatriati.

Per concretizzare questa politica di rientro, sono stati realizzati «unity hub» in Germania (aprile 2026), in Svezia (giugno 2026) e nella Repubblica Ceca (settembre 2026). È inoltre prevista l’apertura di ulteriori centri in Polonia, Francia e Spagna.

Questi «hub» mirano a mantenere il legame con la patria, preparare e incentivare il ritorno volontario nonché agevolare le pratiche amministrative e consolari. Cofinanziati dai governi europei, i centri fungono anche da sportelli informativi sulle opportunità economiche in Ucraina. Il loro approccio è complementare, focalizzato sulla gestione della crisi a livello locale e sull’integrazione a breve e medio termine.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

1) Corrisponde al vero che, durante il suo ultimo incontro con le autorità svizzere, il presidente Zelensky ha illustrato questa politica di ritorno? Quali insegnamenti ne sono stati tratti?

2) La Svizzera, in collaborazione con l’Ucraina, prevede l’apertura di un analogo «hub» sul territorio nazionale?

3) In caso affermativo, secondo quale tempistica?

4) In caso negativo, quali altre misure prevede di adottare il Consiglio federale per favorire il ritorno volontario dei cittadini ucraini nel loro Paese d’origine?

5) Il Consiglio federale ritiene che il mantenimento dell’aiuto sociale al livello attuale (come proposto dal Cantone di Vaud) rischi di ridurre gli incentivi al ritorno volontario in Ucraina una volta che le condizioni permetteranno un rientro sicuro e duraturo?

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 27.10.2026. Dati grezzi

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