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Una riorganizzazione delle corti d’asilo permetterebbe di aumentare l’efficienza del Tribunale amministrativo federale?
depositato il 30.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiDepositato (30.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la necessità di riorganizzare le corti d’asilo del Tribunale amministrativo federale (TAF) e di stilare un pertinente rapporto. Occorre valutare se la creazione di ulteriori corti d’asilo o la riorganizzazione delle corti d’asilo in circondari giudiziari regionali, sul modello delle organizzazioni giudiziarie cantonali, possa contribuire a migliorare lo svolgimento dei procedimenti, l’efficienza e la gestione organizzativa.
Motivazione
Il TAF ha iniziato la propria attività nel 2007 nell’ambito della riforma giudiziaria della Confederazione. Con la creazione di un tribunale amministrativo centrale si intendeva in particolare sgravare il Tribunale federale (TF), rafforzare la tutela giurisdizionale nel diritto amministrativo federale e raggruppare la giurisprudenza, precedentemente distribuita tra diverse autorità di ricorso e di reclamo. L’allora vigente forma organizzativa si basava sulle aspettative e sulle condizioni quadro di quel periodo.
Dopo quasi vent’anni di esperienza, appare opportuno riesaminare questi presupposti organizzativi. Una tale valutazione rientra nella buona gestione delle istituzioni. Le riforme statali importanti dovrebbero essere verificate a intervalli regolari per stabilire se abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati e se forme organizzative alternative possano offrire vantaggi a fronte di un mutato contesto.
La situazione nell'ambito della giurisprudenza in materia di asilo fornisce un motivo particolare per tale verifica. L'elevato numero di casi e i procedimenti di lunga durata pongono da anni le competenti corti di fronte a sfide considerevoli. Nel quadro della sua vigilanza amministrativa, il TF ha constatato che a fine novembre 2025 144 procedure d'asilo erano pendenti da oltre 50 mesi. Ha criticato in particolare la priorità accordata ai casi pregressi, la strategia di trattamento e la gestione delle risorse, rilevando come questa situazione evidenzi problemi strutturali. Il TAF è stato invitato a presentare una strategia per lo smaltimento di questi casi arretrati.
Il dibattito politico tematizza spesso la questione di risorse umane o finanziarie supplementari, trascurando quella dell’adeguatezza dell'attuale organizzazione della giurisprudenza in materia di asilo. Proprio nel caso di unità organizzative molto grandi, i compiti di conduzione, coordinamento e gestione aumentano di complessità. Pertanto, occorrerebbe verificare anche se eventuali adeguamenti organizzativi possano contribuire a un miglioramento più duraturo.
Si rileva come numerosi Cantoni di medie e grandi dimensioni suddividano da sempre i propri tribunali in circondari o distretti giudiziari. Questo modello si è dimostrato valido. Unità organizzative più piccole permettono di definire chiare responsabilità di conduzione, agevolano la gestione organizzativa e consentono di confrontare l'efficienza dei diversi tribunali. In questo modo è più facile individuare e adottare metodi di lavoro efficaci e innovazioni organizzative.
In questo contesto, è necessario verificare se una maggiore articolazione organizzativa possa offrire vantaggi anche nell'ambito della giurisprudenza federale in materia di asilo. In particolare, occorre valutare se istituire ulteriori corti d'asilo o creare più circondari giudiziari regionali in diverse aree del Paese possa migliorare la gestione organizzativa, rendere più efficace lo smaltimento delle pendenze, favorire l’adattamento alle fluttuazioni del carico di lavoro e, in ultima analisi, ridurre la durata dei procedimenti.
Il rapporto ha lo scopo di confrontare l'attuale forma organizzativa con modelli alternativi, illustrandone le ripercussioni in termini di efficienza, qualità della giurisprudenza, durata dei procedimenti, evoluzione delle pendenze e impiego delle risorse. L'obiettivo è valutare, senza pregiudizi, se la struttura scelta al momento dell’istituzione del TAF risponda ancora in modo ottimale alle esigenze odierne.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 23.10.2026. Dati grezzi
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