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Che cosa si aspetta la popolazione dalla cooperazione internazionale: sostegno democratico alla Strategia di cooperazione internazionale 2029–2032
depositato il 01.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (01.10.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
• Su quali dati empirici relativi alle preferenze della popolazione svizzera si è basato il Consiglio federale nel definire i parametri di riferimento della Strategia di cooperazione internazionale 2029–2032 del 24 giugno 2026, in particolare per quanto riguarda l’aumento della quota destinata all’aiuto umanitario da circa il 26 per cento al 40 per cento a scapito della cooperazione allo sviluppo?
• Il Consiglio federale è disposto a rilevare in futuro, con regolarità e in modo scientificamente indipendente, l’opinione della popolazione in merito alla cooperazione internazionale, analogamente allo studio annuale «Sicurezza» del Politecnico federale di Zurigo (PFZ), che da oltre tre decenni costituisce una base riconosciuta per la politica di sicurezza?
• In che modo i risultati di tale monitoraggio potrebbero essere integrati sistematicamente nell’elaborazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2029–2032 e delle future strategie?
Motivazione
Con i parametri del 24 giugno 2026, il Consiglio federale ha deciso una delle più grandi riorganizzazioni nella storia della cooperazione internazionale svizzera: ogni anno, 296 milioni di franchi vengono così trasferiti dalla cooperazione allo sviluppo all’aiuto umanitario. Non vi è alcuna prova se questa ponderazione corrisponda alle aspettative della popolazione.
Per quanto riguarda la politica di sicurezza, lo studio annuale «Sicurezza» dell’Accademia militare/PFZ rappresenta da oltre tre decenni un’indagine scientificamente indipendente sulle opinioni della popolazione, alla quale la politica e l’Amministrazione fanno regolarmente riferimento. Per la cooperazione internazionale esiste una base di riferimento analoga, ovvero lo «Swiss Panel on Global Cooperation» (PFZ/NADEL), che tuttavia non è né istituzionalizzata in modo permanente né integrata sistematicamente nello sviluppo di strategie.
Un monitoraggio regolare e indipendente rafforza la legittimazione democratica della cooperazione internazionale, crea una base comune di dati oggettivi che va oltre le divisioni politiche ed è realizzabile con un impegno limitato in termini di risorse.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 06.11.2026. Dati grezzi
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