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Parlamento / Oggetti / 26.4477

26.4477MozioneEDIpendente

Garantire l’archiviazione a lungo termine dei beni culturali digitali

depositato il 01.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiDepositato (01.10.2026)

Media e comunicazioneCultura

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Il Consiglio federale è incaricato di garantire l’archiviazione a lungo termine dei beni culturali originariamente digitali e digitalizzati avvalendosi di strutture già in essere e in collaborazione con i Cantoni e i Comuni. A tale scopo fissa standard comuni, disciplina l’utilizzo condiviso di infrastrutture e determina il fabbisogno finanziario, senza attendere il messaggio sulla cultura 2029–2032 per farlo.

Il Consiglio federale intende valutare la necessità di intervenire sulla questione soltanto nell’ambito del messaggio sulla cultura. Questo approccio appare però poco risoluto per garantire la conservazione del patrimonio culturale digitale. Archiviare a lungo termine non significa semplicemente salvare i dati digitali, bensì assicurarne la leggibilità e la fruizione per decenni. Formati, programmi e supporti di memorizzazione sono destinati a diventare obsoleti: senza una cura costante, nel giro di pochi anni i file risultano illeggibili. In assenza di una pianificazione tempestiva si rischiano perdite irrecuperabili, dalle opere native digitali alle scansioni 3D fino ai dati relativi a collezioni e documenti. Se l’archiviazione non viene garantita, andranno inoltre persi gli investimenti realizzati finora nella digitalizzazione. Altri Paesi gestiscono infrastrutture nazionali comuni in questo ambito già da tempo.

Nella strategia del 2023 per la conservazione e la salvaguardia del patrimonio culturale della Svizzera, la Confederazione, i Cantoni, le Città e i Comuni hanno espresso l’urgenza di intervenire; la strategia non è stata tuttavia attuata in modo vincolante e richiederebbe mezzi superiori a quelli previsti dal messaggio sulla cultura. È pertanto necessario allestire in maniera rapida e vincolante un quadro della situazione che evidenzi il fabbisogno effettivo e possa, a prescindere da ciò, confluire nel preventivo.

La mozione non chiede una nuova struttura, ma standard comuni e l’utilizzo condiviso degli strumenti già in essere, in coordinamento con i Cantoni e i Comuni e nel rispetto delle rispettive competenze. Dato che le soluzioni comuni sono più economiche di quelle frammentate e individuali, ne risulterebbe una maggiore efficienza.

A ciò si aggiunge la sovranità digitale: senza soluzioni proprie, la nostra memoria culturale dipenderà sempre più da server esteri. Standard e infrastrutture comuni garantiscono invece il controllo sui propri dati.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 30.10.2026. Dati grezzi

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