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Imparare dalla Danimarca: negare la naturalizzazione a chi rifiuta la stretta di mano

depositato il 02.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (02.10.2026)

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Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica della legge sulla cittadinanza (LCit) che escluda dalla naturalizzazione chiunque rifiuti di stringere la mano, in particolare a persone del sesso opposto, per motivi religiosi, culturali o di altro tipo. La normativa dovrà prevedere eccezioni oggettivamente motivate, segnatamente per ragioni medici.

L’acquisto della cittadinanza svizzera esige una piena integrazione. Diventare svizzeri significa aderire alla nostra comunità di valori e godere di diritti politici unici.

Ai candidati si richiede pertanto non solo il rispetto dell’ordinamento giuridico e dei valori fondamentali, ma anche la condivisione delle nostre consuetudini sociali di base, presupposto cruciale per prevenire l’insorgere di società parallele.

L’integrazione sociale comprende anche la stretta di mano, un gesto che la tradizione svizzera riconosce come simbolo di reciproco rispetto, buona educazione e parità. All’atto pratico, tuttavia, stranieri di orientamento fondamentalista rifiutano sempre più spesso, per motivi religiosi, questo contatto e il dialogo con persone dell’altro sesso.

Questo rifiuto, soprattutto nei confronti di persone del sesso opposto, viola le nostre consuetudini e norme sociali ed è incompatibile con il principio costituzionale della parità dei sessi, impedendo a lungo termine l’integrazione professionale e sociale.

In Danimarca la naturalizzazione è negata ai candidati che rifiutano la stretta di mano, un gesto formale richiesto durante la cerimonia per confermare il rispetto dell’ordinamento giuridico, della democrazia e dei valori danesi (NZZ 20.9.2026).

Il quadro normativo svizzero non stabilisce se il rifiuto di stringere la mano possa essere valutato come una carenza di integrazione. È quindi necessario un disciplinamento legale chiaro che ne garantisca l’obbligatorietà, in particolare nei confronti delle persone di sesso opposto, fatte salve eccezioni motivate, soprattutto per ragioni mediche.

In tal modo si garantisce che la naturalizzazione rimanga, anche in futuro, il coronamento di un’integrazione riuscita nella comunità giuridica e valoriale svizzera.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 23.10.2026. Dati grezzi

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