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26.3726MozioneEFDpendente

Congelare le spese anziché tagliarle

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiAssegnato alla commissione competente (23.09.2026)

Politica di sicurezzaFinanzeProtezione sociale

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

  1. 23.09.2026Consiglio degli StatiTrasmissione per esame alla commissione competente

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di legge che ponga un tetto massimo alle uscite complessive della Confederazione sulla base del preventivo 2027, includendo le uscite vincolate. Sono invece da escludere da tale importo le uscite per l’AVS e per l’esercito. Laddove le maggiori uscite siano inevitabili, il Consiglio federale dovrà sottoporre i relativi crediti aggiuntivi all’Assemblea federale nel corso dell’anno. Il tetto massimo resterà in vigore fino a quando il finanziamento supplementare destinato all’esercito e pari a 31 miliardi di franchi sarà raggiunto o fino a quando l’Assemblea federale avrà deciso un altro quadro di finanziamento, conformemente al disegno posto in consultazione il 6 marzo 2026.

La Svizzera si trova di fronte a due situazioni che a livello di politica finanziaria richiedono scelte ineluttabili.

Il drastico peggioramento della situazione relativa alla sicurezza richiede investimenti rapidi e consistenti a favore dell’esercito. Al contempo, occorre attuare la volontà popolare che si è espressa a favore della 13esima mensilità della rendita AVS, aumentando in modo considerevole il contributo della Confederazione.

Entrambe le priorità richiedono un determinato margine di manovra, ma le soluzioni che appaiono più ovvie sono precluse. Generare maggiori entrate aumentando le imposte è praticamente insostenibile dal punto di vista politico e difficilmente giustificabile se si considera il progressivo disallineamento tra le uscite della Confederazione e la crescita economica. I tentativi di introdurre veri risparmi, quindi tagli alle spese, falliscono regolarmente a causa dell’opposizione politica, come ha dimostrato il dibattito sul pacchetto di sgravio 27: ogni taglio crea dei perdenti, ogni perdente reagisce mobilitandosi.

Questa mozione propone una terza via: nessun taglio alle spese, bensì il loro congelamento.

La differenza determinante non sta nel risultato aritmetico, bensì nella logica procedurale. Oggi è necessaria la maggioranza parlamentare per ridurre le maggiori uscite previste. Per introdurre ulteriori risparmi ci vuole quindi una pressione politica. Nell’ambito della pianificazione del preventivo prevale invece sempre l’importo più basso. Introducendo un limite di spesa, tale logica si inverte: maggiori uscite rispetto all’anno precedente richiedono primariamente la fissazione della loro priorità all’interno del relativo dipartimento e, se non erano prevedibili e si verificano durante l’anno, è necessario attivarsi per ottenere il voto della maggioranza a favore di un credito aggiuntivo. In quanto lex specialis, la nuova legge che si propone di creare prevale in particolare sulle uscite vincolate.

Inoltre, l’esclusione da tale importo delle spese legate all’esercito e all’AVS fissa esplicitamente delle priorità: le uscite per ciò che oggi risulta più urgente per la popolazione, ovvero il ripristino della capacità di difesa e la garanzia delle rendite AVS, continuano a crescere, mentre il resto del bilancio della Confederazione viene mantenuto stabile. Il tetto massimo non è quindi un meccanismo di risparmio che opera alla cieca, ma uno strumento di definizione delle priorità politiche.

Il congelamento delle uscite non crea perdenti e consente di attuare immediatamente il rafforzamento e il riarmo dell’esercito, adempiendo così alle responsabilità in materia di politica di sicurezza.

Secondo il Consiglio federale, l’introduzione di un tetto massimo, come proposto dall’autore della mozione, non è la strada giusta per finanziare le maggiori uscite destinate all’esercito e all’AVS. Le uscite disciplinate dalla Costituzione federale (ad es. la quota dei Cantoni sulle entrate dell’imposta federale diretta, gran parte dei conferimenti ai fondi per i trasporti) non possono essere modificate a livello di legge. Un rigido congelamento delle uscite complessive implicherebbe tagli ingenti ad altri compiti della Confederazione (ad es. la riduzione di numerosi compiti congiunti con i Cantoni, di uscite debolmente vincolate come la formazione e la ricerca o l’agricoltura). Solo la quota dei Cantoni sulle entrate dell’imposta federale diretta, ad esempio, nel preventivo 2026 è aumentata di circa 500 milioni di franchi; nel preventivo 2027 aumenterà nuovamente di oltre 300 milioni e, secondo le previsioni, nel 2028 di altri 240 milioni. Il meccanismo andrebbe quindi ben oltre le misure proposte dal Consiglio federale nel quadro del programma di sgravio 2027 e limiterebbe notevolmente la capacità di agire del Consiglio federale e del Parlamento. A ciò si aggiunge il fatto che lo spostamento delle deliberazioni parlamentari sul preventivo – dal dibattito ordinario, che consente una visione globale delle finanze federali, ai messaggi puntuali sulle domande di crediti aggiuntivi – comporterebbe un onere deliberativo notevolmente maggiore per le Camere federali, nonché aumenterebbe le incertezze per i destinatari dei trasferimenti finanziari e l’Amministrazione. A prescindere da ciò, non è chiaro se rimandare il dibattito ordinario alla procedura di approvazione delle aggiunte possa effettivamente produrre risparmi.

Il Consiglio federale sottopone alle Camere federali il seguente piano per finanziare le maggiori uscite dell’esercito: grazie al programma di sgravio 2027 e alle maggiori entrate previste, l’aumento delle uscite per l’esercito all’1 per cento del PIL potrà essere finanziato mediante il bilancio generale della Confederazione. Secondo la pianificazione attuale, il bilancio è in grado di far fronte a queste uscite, ma non sono da escludere ulteriori misure di risparmio. Per coprire il fabbisogno supplementare derivante dall’acquisto di beni d’armamento, il 12 agosto 2026 il Consiglio federale ha licenziato all’attenzione del Parlamento il messaggio concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto e la costituzione di un Fondo per gli armamenti. Nel messaggio, l’Esecutivo propone al Parlamento di aumentare temporaneamente, per un periodo di 12 anni, l’imposta sul valore aggiunto di 0,5 punti percentuali. Le Camere federali esamineranno il progetto nel corso del 2026.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 23.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.