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Finanziamento delle moschee. La trasparenza infonde fiducia
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare le seguenti basi legali.
• In caso di progetti di costruzione e cambio di destinazione d’uso riguardanti moschee e centri islamici, i richiedenti e i responsabili devono essere obbligati a rendere noti in maniera esaustiva la provenienza (nazionale ed estera) e l’impiego dei fondi.
• Prima di decidere, gli organi statali che trattano le domande di costruzione di moschee e centri islamici devono essere informati in maniera completa e disporre di una documentazione esaustiva sulle fonti di finanziamento.
Motivazione
La Svizzera prevede obblighi di trasparenza in numerosi settori: i parlamentari devono dichiarare le loro relazioni d’interesse, le fondazioni sottostanno alla vigilanza dell’autorità federale di vigilanza sulle fondazioni e dalla revisione della legislazione sul finanziamento della politica anche i partiti devono rendere pubblici i loro principali finanziatori. Sul piano democratico non è coerente escludere questo principio di trasparenza proprio laddove, con mezzi talvolta considerevoli, sono realizzate infrastrutture visibili al pubblico. Per quanto riguarda la costruzione di moschee e centri islamici, non esistono statistiche né federali né cantonali sulla provenienza dei fondi. Questa lacuna suscita diffidenza nei confronti di una struttura di finanziamento poco chiara al pubblico.
Un obbligo vincolante di trasparenza è proporzionato e non da ultimo consolida la fiducia nei soggetti coinvolti in progetti edilizi connessi alla religione islamica. La trasparenza nel finanziamento riguarda esclusivamente le strutture finanziarie, non i contenuti religiosi. Accogliendo il postulato 24.3473 il Consiglio nazionale ha già riconosciuto la necessità di intervenire in questo ambito. Un obbligo di trasparenza formulato in modo chiaro nella legge rappresenta il logico passo successivo.
Nessun’altra comunità in Svizzera è finanziata e gestita in maniera tanto sistematica da apparati statali esteri, quali ad esempio il Diyanet turco o le fondazioni statali dei Paesi del Golfo. Non si tratta solo di donazioni religiose, ma di influenza geopolitica da parte di Stati stranieri.
Parere del Consiglio federale
Il 12 settembre 2024 il Consiglio nazionale ha accolto il postulato 24.3473 «Subordinare a condizioni i finanziamenti esteri di luoghi di culto e istituti di formazione in Svizzera», presentato dalla sua Commissione della politica di sicurezza, che incarica il Consiglio federale di illustrare in un rapporto le possibilità di subordinare a condizioni i finanziamenti esteri di luoghi di culto e istituti di formazione. Il Consiglio federale esaminerà se e quali misure sono opportune. Come già indicato nel parere del 19 febbraio 2025 relativo alla mozione Quadri 24.4554 «Vietare i finanziamenti esteri delle moschee e dei luoghi di culto islamici», sarebbe sbagliato decidere misure prima dell’adempimento del mandato d’esame conferito dal Consiglio nazionale e della presentazione del rapporto del Consiglio federale alle Camere federali.
Per di più, eventuali modifiche legislative dovrebbero essere conformi alla Costituzione federale (Cost.; RS 101). Norme riguardanti soltanto i luoghi di culto musulmani violerebbero il divieto di discriminazione (art. 8 cpv. 2 Cost.). Per emanare disposizioni legislative la Confederazione dovrebbe inoltre essere abilitata a legiferare in virtù della Costituzione. Il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato compete tuttavia ai Cantoni (art. 72 cpv. 1 Cost.). Anche il diritto edilizio rientra nella competenza dei Cantoni. Nel settore della sicurezza interna la Confederazione può legiferare solo se sussistono minacce all’esistenza o al funzionamento dello Stato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
