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26.3740MozioneEDIpendente

Sottoporre i forti aumenti dei premi LAMal al Parlamento e a referendum facoltativo

depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio degli StatiLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (10.09.2026)

Politica nazionaleSalute

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica della LAMal che consenta di sottoporre a una ratifica globale da parte del Parlamento, con referendum facoltativo, il decreto di approvazione dei nuovi premi, qualora l’aumento medio dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie superi il 3 per cento. La ratifica da parte delle due Camere deve avvenire durante la sessione autunnale. In caso di referendum, i premi restano congelati fino all’esito della votazione. In caso di rifiuto da parte del Popolo, il Consiglio federale può aumentarli soltanto di un tasso uniforme corrispondente all’evoluzione annuale dell’indice dei prezzi al consumo, purché sia inferiore al 3 per cento.

Le imposte federali sono soggette a un limite massimo previsto dalla Costituzione che ammonta all’8,1 per cento per l’IVA (art. 130 Cost.), all’11,5 per cento per l’imposta sul reddito delle persone fisiche e all’8,5 per cento per l’imposta sul reddito delle imprese (art. 128 Cost.). Qualsiasi aumento di questi limiti massimi richiede l’approvazione del Popolo e dei Cantoni (art. 140 cpv. 1, lett. a Cost.).

Sulla base di uno studio di Avenir Suisse che tenta di equiparare i contributi salariali AVS/AI/IPG a un’imposta, è stata depositata una proposta del consigliere agli Stati Andrea Caroni di sottoporre qualsiasi aumento dei contributi salariali a queste assicurazioni sociali al voto del Popolo e dei Cantoni tramite una modifica della Costituzione. Secondo i sostenitori della proposta, il fatto che un rialzo dei contributi AVS/AI/IPG sia sottoposto soltanto a una decisione del Parlamento e sottostia unicamente a referendum facoltativo comporterebbe un incentivo indesiderato ad aumentare con maggiore frequenza i contributi sociali.

Tuttavia, all’attenzione del think tank Avenir Suisse è sfuggito un altro incremento di prelievi obbligatori: quello ormai tradizionale dei premi LAMal, convalidato ogni autunno con una semplice decisione amministrativa, senza dibattito né approvazione parlamentare e senza alcuna possibilità di votazione popolare, nemmeno tramite un referendum facoltativo.

È riduttivo affermare che tale meccanismo comporta un aumento illimitato delle imposte a carico della popolazione, in particolare delle famiglie con bambini o adolescenti in formazione e delle persone con redditi modesti e medi. Questo incremento è raramente inferiore a 1 miliardo di franchi e, negli anni peggiori, può raggiungere i 2 miliardi. Chi percepisce tali somme? Sono destinate ai beni e ai servizi che sono più utili alla popolazione? Le spese sono effettivamente conformi alla legge e ai principi di economicità e di efficacia? Soltanto l’Amministrazione può rispondere a queste domande. Il Parlamento non ha voce in capitolo e il Popolo ancor meno. Eppure, il consenso del Popolo sulle imposte è un principio democratico fondamentale. Se tali importi sono necessari, non vi è motivo di ritenere che il Popolo non li approverà. Per contro, un simile aumento costante, senza legittimazione democratica, mina lentamente la fiducia della popolazione nelle proprie istituzioni democratiche.

La proposta è moderata e pragmatica. Si accontenta di una ratifica parlamentare e popolare soltanto quando l’aumento medio supera una certa soglia, e non ogni anno. Chiede al Parlamento una ratifica in blocco, anziché per singolo assicuratore, dei premi approvati dall’Amministrazione. In questo modo è possibile un dibattito democratico sul livello complessivo del prelievo accettabile sotto forma di premi obbligatori pro capite per finanziare la nostra spesa sanitaria. In caso di rifiuto da parte del Parlamento o del Popolo, occorre attribuire al Consiglio federale la facoltà di adeguare i premi al costo della vita. In una simile circostanza, le fluttuazioni legate alla compensazione dei rischi che possono determinare un maggiore fabbisogno di finanziamento per alcune casse devono essere regolamentate dal settore o dal Consiglio federale.

L'onere dei premi riduce il potere d’acquisto della popolazione svizzera; per questo motivo il Consiglio federale prende molto sul serio il problema. L’evoluzione dei premi segue quella dei costi. Tuttavia la proposta della mozione non avrebbe alcun effetto sull’aumento di questi ultimi, ma avrebbe ripercussioni significative sul sistema dell’assicurazione malattie.

Secondo il Consiglio federale, la procedura prevista dalla mozione presenta diverse criticità. In caso di bocciatura delle tariffe da parte del Popolo, la possibilità concessa al Consiglio federale di adeguare i premi all’evoluzione dell’indice dei prezzi al consumo, ma limitandone in ogni caso l’aumento a non oltre il 3 per cento, può costituire un problema se l’aumento dei costi è superiore all’incremento dei premi consentito. Le riserve coprono la perdita d’esercizio, ma non possono essere ricostituite se l’aumento dei premi è soggetto a un limite massimo, con conseguente rischio di insolvenza per alcuni assicuratori, obbligati a farsi carico delle prestazioni alle tariffe in vigore anche se i ricavi dei premi sono insufficienti. L’obbligo di aumentare i premi secondo un tasso uniforme non consente inoltre di tenere conto né delle disparità dei costi tra i Cantoni (art. 61 cpv. 2 della legge federale sull’assicurazione malattie [RS 832.10] e art. 16 cpv. 3 della legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie [RS 832.12]) né dei diversi collettivi di assicurati.

L’attuazione della mozione è problematica anche in relazione alle tempistiche proposte per la procedura di approvazione dei premi: affinché il Parlamento possa ratificare l’approvazione dei premi durante la sessione autunnale, si dovrebbe infatti accorciare la durata della procedura oppure avviarla prima nel corso dell’anno. La prima ipotesi non entra in linea di conto dato che per l’approvazione di oltre 200 000 premi occorrono almeno due mesi. Neanche la seconda ipotesi può essere presa in considerazione, poiché presuppone che gli assicuratori dispongano di dati relativi a un periodo più breve dell’anno in corso per formulare le loro proiezioni ai fini del calcolo dei premi. Inoltre, tenuto conto del termine di referendum di 100 giorni (art. 141 della Costituzione federale [RS 101]), le informazioni relative all’esito di un referendum non sarebbero disponibili prima dell’inizio dell’anno successivo. Considerato che devono trascorrere almeno quattro mesi tra il momento in cui vengono stabiliti gli oggetti da porre in votazione e la votazione stessa (art. 10 cpv. 1bis della legge federale sui diritti politici [RS 161.1]) e che l’organizzazione di quest’ultima richiede tempo, la votazione sulle tariffe dei premi potrebbe tenersi al più presto in occasione del voto del secondo trimestre dell’anno successivo, ovvero a maggio o giugno. Il 1° gennaio gli assicuratori non disporrebbero quindi dei premi da applicare.

Alla luce di quanto precede, secondo il Consiglio federale occorre agire direttamente sulle cause dell’aumento dei premi e non aggiungere una fase alla procedura di approvazione attuale o stabilire una crescita massima del 3 per cento. Tale obiettivo presuppone l’adozione di misure incentrate sui costi, ed è proprio qui che il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di intervenire. Il Parlamento ha adottato due pacchetti di misure volte a frenare l’aumento dei costi. Al fine di garantire la neutralità dei costi, nell’ambito del sistema tariffale globale per le prestazioni mediche ambulatoriali (composto da TARDOC e dagli importi forfettari), il Consiglio federale ha dal canto suo definito un limite massimo all’aumento annuo dei costi totali effettivi delle prestazioni mediche ambulatoriali. Tale limite è fissato al 4 per cento. Inoltre, dal 1° gennaio 2026 il Consiglio federale ha il compito di definire obiettivi per l’evoluzione dei costi nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), basandosi sui costi necessari per un’assistenza sanitaria adeguata e di elevata qualità. Questi obiettivi dovranno rispecchiare la crescita plausibile dei costi e permettere di escludere ulteriori inefficienze. Entro la fine del 2026 il Consiglio federale fisserà gli obiettivi per il periodo 2028–2031.

Infine, secondo il diritto vigente, un assicurato interessato da una decisione adottata in applicazione di una tariffa dei premi dell’AOMS può contestare il premio ed esigere dal giudice che ne controlli la legalità (DTF 131 V 66). Il Consiglio federale ritiene che la via giudiziaria sia più efficace e meno onerosa rispetto a quella proposta dalla mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Respingere

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 23.09.2026. Dati grezzi

Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.