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Adesione parziale al Fondo europeo per la competitività, essenziale per la politica di sicurezza svizzera
depositato il 18.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (09.09.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato ad avviare la procedura necessaria per un’adesione, almeno parziale, al Fondo europeo per la competitività, a complemento della partecipazione al programma quadro Orizzonte Europa 2028-2034. Questa adesione dovrebbe consentire alle imprese e ai ricercatori svizzeri di partecipare a pieno titolo ai consorzi europei di ricerca nei settori della sicurezza, della difesa, del digitale e dello spazio.
Motivazione
Ad agosto 2025 la Commissione europea ha presentato il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa 2028-2034. Una delle principali novità del nuovo programma riguarda il pilastro II «Competitività e società», che a partire dal 2028 sarà collegato al Fondo europeo per la competitività, anch’esso lanciato nell’estate del 2025. Parti strategiche del programma quadro di ricerca e innovazione, in particolare nei settori della sanità, del digitale, della sicurezza, della difesa e dello spazio, saranno accessibili esclusivamente a ricercatori e imprese con sede in Paesi associati sia a Orizzonte Europa 2028-2034 sia al Fondo europeo per la competitività.
Quanto detto comporterà difficoltà significative per la Svizzera, in particolare nell’ambito della politica di sicurezza. Nella sua strategia di difesa posta in consultazione, il Consiglio federale dichiara di voler intensificare la collaborazione a livello nazionale e internazionale nei settori rilevanti per rafforzare la sicurezza del Paese. Inoltre, intende contribuire alla sicurezza europea condividendo i propri punti di forza con i Paesi europei, a partire dalla ricerca innovativa. L’attuazione di simili misure non sembra realistica senza una piena partecipazione al programma Orizzonte Europa e al suo pilastro II.
Anche il settore digitale costituirà una scommessa per la Svizzera: dopo essere stata esclusa per quattro anni dal programma Europa Digitale, rischia di vedersi nuovamente preclusa la possibilità di guidare o partecipare a importanti consorzi di ricerca attivi sul territorio europeo. Lo stesso vale per settori centrali della nostra autonomia strategica quali la cibersicurezza e l’informatica quantistica.
Non fa eccezione lo spazio, un ambito d’eccellenza del polo d’innovazione svizzero, in cui è impensabile compiere progressi senza una forte cooperazione internazionale e, quindi, europea.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale condivide in linea generale l’obiettivo della mozione di garantire alla Svizzera l’accesso a importanti programmi dell’UE nei settori della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Questa volontà si palesa anche con l’auspicata partecipazione più sistematica della Svizzera ai programmi europei nel quadro del pacchetto Svizzera-UE.
Oltre ai programmi di navigazione satellitare, la Svizzera aderisce attualmente ai programmi europei Orizzonte Europa ed Europa Digitale (DEP). Il Consiglio federale intende proseguire questa partecipazione a partire dal 2028. Tuttavia, i dettagli relativi all’impostazione del Fondo europeo per la competitività (ECF) e agli elementi del DEP in esso contenuti non sono ancora noti e rimarranno oggetto di negoziati interni all’UE presumibilmente fino alla metà del 2027. In particolare, rimangono da definire la struttura, le componenti, il budget e la possibilità di partecipazione per i Paesi terzi. L’attuale proposta di regolamento della Commissione europea prevede in determinati settori, in particolare quelli rilevanti per la sicurezza e la difesa, che l’accesso di Paesi terzi come la Svizzera sia subordinato al rispetto di requisiti aggiuntivi non ancora definiti nel dettaglio (p. es. garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, fissare una quota massima di Paesi terzi per ogni prodotto). Nel settore spaziale la Svizzera partecipa dal 2014 ai programmi di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS grazie a un accordo di cooperazione permanente con l’UE; tale partecipazione è garantita anche nell’ambito dell’ECF.
Un’eventuale partecipazione va valutata anche alla luce delle sue ripercussioni finanziarie e delle priorità di politica finanziaria della Confederazione nelle politiche settoriali. Poiché alcuni elementi fondamentali dell’ECF e le possibilità di partecipazione per i Paesi terzi non sono ancora stati definiti, al momento sarebbe prematuro impegnarsi concretamente in direzione di un’adesione. Il Consiglio federale segue molto da vicino gli sviluppi in campo europeo. Nel quadro del rapporto d’indirizzo di cui all’articolo 148 capoverso 3ter della legge sul Parlamento (RS 171.10) l’Esecutivo sottoporrà al Parlamento lo stato attuale dei programmi dell’UE, seguito nel 2027 dal messaggio di finanziamento per la partecipazione ai programmi dell’UE nel settore ERI.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 21.09.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
