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Maltrattamenti inflitti a cittadine e cittadini svizzeri a bordo della Flotilla verso Gaza
depositato il 19.06.2026 nella Sessione estiva 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleLa dichiarazione sull’intervento è disponibile (26.08.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Alcuni membri svizzeri dell’ultima flottiglia umanitaria diretta a Gaza hanno subito maltrattamenti durante l’intercettazione e la detenzione da parte delle autorità israeliane: trattamenti contrari ai diritti fondamentali così come forme di tortura, che – secondo un rapporto di Amnesty International – potrebbero essere oggetto di divieto assoluto.
Inoltre, una parte dei fatti contestati si è verificata nel corso di un’intercettazione in acque internazionali, ovvero al di fuori del territorio corrispondente alla destinazione finale del viaggio.
Finora il Consiglio federale ha assunto un atteggiamento particolarmente discreto riguardo a questi eventi. Tuttavia, quando si tratta di cittadine e cittadini svizzeri vittime di gravi violazioni dei loro diritti fondamentali, la Svizzera non può limitarsi a fornire un’assistenza consolare minima né attribuire la responsabilità alle persone interessate a causa del loro impegno militante, tanto meno quando si tratta di maltrattamenti che avvengono in un contesto o su un territorio diverso da quello sconsigliato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
• Il DFAE intende prendere pubblicamente posizione in merito ai rapporti che mettono in luce casi di maltrattamenti inflitti a cittadine e cittadini svizzeri a bordo di questa flottiglia?
• Quali spiegazioni ufficiali ha ricevuto il Consiglio federale dalle autorità israeliane riguardo al trattamento riservato alle persone coinvolte?
• Le autorità competenti hanno valutato la possibilità di avviare indagini in Svizzera sulle accuse di tortura o maltrattamenti, in particolare alla luce del principio di giurisdizione universale?
• Il Consiglio federale intende garantire alle persone interessate un accesso effettivo a vie di ricorso civili o penali?
• Il Consiglio federale ritiene che sia conforme agli obblighi di protezione della Svizzera far sostenere alle persone interessate i costi degli interventi consolari derivanti da eventi sui quali esse non avevano alcun controllo?
• Quali misure politiche, diplomatiche o economiche intende adottare il Consiglio federale per evitare che la Svizzera sia ritenuta corresponsabile di gravi violazioni dei diritti umani?
Parere del Consiglio federale
1–2:
Il DFAE ha più volte invitato l’ambasciatore israeliano in Svizzera come pure, tramite la nostra Ambasciata a Tel Aviv, le autorità israeliane competenti, a rispettare i diritti umani dei partecipanti conformemente al diritto internazionale. Nello specifico si tratta di assicurare condizioni di detenzione dignitose, garanzie procedurali e il diritto a un’assistenza legale. Il DFAE ha inoltre esortato le autorità israeliane a rispettare il diritto internazionale in generale, compreso il diritto del mare. Infine, il Dipartimento si è espresso sia tramite canali diplomatici sia su «X» riguardo al comportamento inaccettabile del ministro israeliano Itamar Ben Gvir nei confronti dei membri della flottiglia.
3–4:
Eventuali persone interessate devono far valere i propri diritti innanzitutto nel rispettivo Paese, tramite i mezzi legali ivi previsti e facendosi assistere dai loro legali.
5:
Secondo l’articolo 60 e seguenti della legge del 26 settembre 2014 sugli Svizzeri all’estero (LSEst; RS 195.1), le persone all’origine di un servizio consolare sono tenute a rimborsare le spese sostenute dalla Confederazione. In caso di indigenza o per altre importanti ragioni può essere concessa una dilazione oppure condonato parzialmente o totalmente il pagamento del rimborso spese; in tali circostanze è tuttavia necessario considerare se le persone in questione hanno dato prova di negligenza. A titolo di esempio, ai sensi dell’articolo 43 LSEst è considerata negligente una persona che non osserva le raccomandazioni della Confederazione.
Il 28 aprile 2026, in occasione di un colloquio con rappresentanti della delegazione svizzera della Global Sumud Flotilla, il DFAE ha tra le altre cose sconsigliato espressamente qualsivoglia forma di partecipazione e ha sottolineato che le persone che non avessero dato seguito a questa raccomandazione si sarebbero esposte con piena cognizione di causa a rischi elevati per la loro vita e la loro incolumità. Inoltre, ha informato i rappresentanti sulle disposizioni concernenti il rimborso spese.
Se diventa necessario prestare aiuto nell’ambito della protezione consolare a persone che non hanno osservato le raccomandazioni della Confederazione, ne sarà tenuto conto ai fini della fatturazione.
6:
La Svizzera si impegna affinché il diritto internazionale venga rispettato da tutte le parti in conflitto e si accerta di ottemperare a sua volta ai propri obblighi. A tal fine la Confederazione ha anche effettuato un’analisi del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 19 luglio 2024 sulle conseguenze legali derivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nel Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, giungendo alla conclusione di adempiere già ampiamente i propri obblighi. In particolare, non esporta in modo duraturo materiale bellico verso Israele e sconsiglia alle persone fisiche e giuridiche di partecipare a ogni forma di colonizzazione.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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