Parlamento / Oggetti / 26.4268
Il numero dei frontalieri che lavorano presso le imprese della Confederazione va finalmente comunicato
depositato il 28.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (28.09.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di istituire e pubblicare annualmente una statistica sul numero di frontalieri titolari di un permesso G impiegati nelle imprese di cui la Confederazione detiene la maggioranza del capitale o sulle quali esercita un controllo determinante, in particolare le Ferrovie Federali Svizzere (FFS), La Posta Svizzera e Swisscom. Tali dati dovranno essere suddivisi almeno per impresa, Cantone del luogo di lavoro e Paese di domicilio.
Motivazione
Nella sua risposta alla mozione 26.3965, il Consiglio federale riconosce di non disporre di dati statistici comparabili relativi alle imprese parastatali.
Questa lacuna è difficilmente accettabile. Come può la Confederazione pretendere di valorizzare al meglio il potenziale della manodopera residente in Svizzera e contrastare efficacemente la disoccupazione, se non conosce il numero di frontalieri impiegati nelle imprese sulle quali esercita la propria influenza?
La mancanza di questi dati è ancora più incomprensibile se si considera che il fenomeno è in crescita. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), nel terzo trimestre del 2025 la Svizzera contava 410 422 lavoratori frontalieri che, rispetto ai 384 714 del primo trimestre del 2023, rappresentano un aumento di circa il 6,7 per cento.
Eppure, l’UST elabora già statistiche dettagliate sui lavoratori frontalieri, suddivise per Cantone, Paese di domicilio e settore economico. La Confederazione dispone quindi di strumenti statistici efficienti, ma non è ancora in grado di indicare quanti di questi lavoratori frontalieri siano impiegati nelle imprese che controlla.
Questa mancanza di trasparenza dà l’impressione che le autorità federali attribuiscano troppa poca importanza a un indicatore così fondamentale per analizzare la concorrenza sul mercato del lavoro e contrastare la disoccupazione tra le persone domiciliate in Svizzera, in particolare nelle regioni di confine.
Sarebbe inoltre utile poter confrontare la situazione svizzera con quella dei Paesi confinanti e con le rispettive normative in materia di accesso delle persone non domiciliate agli impieghi statali o parastatali.
Non si tratta né di vietare l’assunzione di lavoratori frontalieri né di rimettere in discussione gli accordi internazionali. Si tratta semplicemente di conoscere la realtà dei fatti.
Non si può pretendere di contrastare seriamente la disoccupazione rifiutandosi di rilevare i dati sul mercato del lavoro anche all’interno delle imprese gestite dalla Confederazione. La mancanza di dati statistici non può sostituirsi alla politica occupazionale.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 26.10.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
