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Il piano d’azione nazionale sulle PFAS terrà conto delle aspettative della popolazione?
depositato il 01.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (01.10.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Lo studio del Panel svizzero dell’ambiente del Politecnico federale di Zurigo evidenzia un forte consenso da parte della popolazione a favore di una regolamentazione più severa in materia di PFAS, una problematica documentata da decenni. Undici delle dodici misure proposte sono sostenute dalla maggioranza degli intervistati, in particolare l’etichettatura obbligatoria dei prodotti contenenti tali sostanze, l’inasprimento dei valori limite per l’acqua potabile e le derrate alimentari, il rafforzamento della vigilanza statale e la tassazione delle imprese che producono articoli contenenti inquinanti perenni, e questo nonostante il loro carattere vincolante per l’industria. Lo studio evidenzia inoltre che rispettivamente l’83 per cento e il 65 per cento degli intervistati sarebbe disposto ad accettare un’offerta di prodotti più limitata e a pagare un prezzo maggiore per i prodotti privi di PFAS.
Gli autori sottolineano infine che il sostegno a misure severe cresce con il rafforzarsi delle evidenze scientifiche sui rischi.
Attualmente, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sta elaborando un piano d’azione nazionale che sarà sottoposto al Consiglio federale entro la fine del 2027.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
• Il futuro piano d’azione nazionale sulle PFAS prevederà un obbligo di etichettatura per i prodotti contenenti PFAS, come richiesto dalla maggioranza della popolazione?
• Nell’ambito di tale piano, si prevede di inasprire i valori limite delle PFAS per l’acqua potabile e le derrate alimentari?
• Sono al vaglio misure basate sul principio di causalità, come una tassa d’incentivazione a carico delle imprese che producono PFAS o la partecipazione di tali imprese ai costi di risanamento dei suoli contaminati? Se sì, con quali tempistiche?
• Come giustifica il Consiglio federale il fatto che, da calendario, l’adozione di un piano d’azione nazionale sia rinviata alla fine del 2027 nonostante nelle acque sotterranee siano già state rilevate sostanze tossiche per la riproduzione come il TFA e altri Paesi abbiano già adottato misure vincolanti? Il Consiglio federale è disposto ad accelerare i tempi? In caso di risposta negativa, per quali ragioni?
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 28.10.2026. Dati grezzi
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