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Mantenere la neutralità: niente stazioni terrestri Starlink in Svizzera
depositato il 02.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (02.10.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di adottare, sulla base del principio di neutralità sancito dall’articolo 3 della V Convenzione dell’Aja, tutte le misure necessarie per vietare l’installazione e l'esercizio di stazioni terrestri per il sistema di comunicazione satellitare Starlink sul territorio svizzero. In particolare, non possono essere rilasciate nuove concessioni di radiocomunicazione e le concessioni sperimentali esistenti non possono essere prorogate o convertite in concessioni definitive.
Motivazione
A Leuk è prevista la costruzione di una delle più grandi stazioni terrestri Starlink d’Europa, dotata di 40 antenne. Tuttavia, da tempo Starlink non è più solo un servizio Internet a uso civile: gli Stati Uniti utilizzano il sistema anche a fini militari nella guerra contro l’Iran, arrivando persino a pilotare droni d’attacco. Ciò solleva la questione se la Svizzera possa mettere a disposizione il proprio territorio per un’infrastruttura che potrebbe essere collegata alle forze armate di una potenza belligerante.
L'articolo 3 della V Convenzione dell'Aja prevede un divieto esplicito in merito a questa fattispecie. Nella sua perizia sul caso Crypto, il prof. Marco Sassòli afferma che il concetto di “stazione radiotelegrafica” deve essere interpretato in senso funzionale e comprende anche le moderne tecnologie di trasmissione. Una stazione di terra satellitare rientra chiaramente in questa categoria.
L'impianto si trova sul territorio svizzero e viene costruito mentre è in corso la guerra tra gli Stati Uniti e l'Iran. Sono determinanti lo scopo, la funzione e l’effettivo coinvolgimento; la forma organizzativa di diritto privato dell’ente gestore non può essere l’unico elemento determinante. Il Consiglio federale non va quindi abbastanza in profondità quando si limita a sottolineare che l’impianto è gestito da privati e che, in linea di principio, dati militari possono essere trasmessi tramite reti private. È determinante stabilire se sul territorio svizzero sia consentito gestire un impianto in grado di trasmettere le comunicazioni delle forze armate di una potenza belligerante.
Nelle sue risposte alle interpellanze Clivaz 25.4239 e 26.3282, nonché alla mozione Badran 26.3471, il Consiglio federale non ha dimostrato che sia possibile escludere con certezza un uso militare dell'impianto di Leuk. Finché ciò non potrà essere né escluso né efficacemente controllato, la Svizzera non dovrà autorizzare tale infrastruttura. Occorre rispettare il diritto di neutralità.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 26.10.2026. Dati grezzi
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