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Dotare immediatamente le infrastrutture critiche di una migliore protezione
depositato il 02.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (02.10.2026)
Iter nelle Camere
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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di preparare le modifiche legislative necessarie per garantire una migliore protezione delle infrastrutture critiche della Svizzera. I gestori, per esempio, devono avere l’obbligo di proteggere i propri impianti e centri di calcolo da attacchi terroristici, di hacker e di droni.
Motivazione
La Svizzera ha diversi elementi cardine globali, ad esempio nell’amministrazione del patrimonio, nel traffico dei pagamenti (SWIFT), nelle centrali nucleari e nella distribuzione dell’elettricità (Stella di Laufenburg), il che la rende un bersaglio privilegiato per gli attacchi nell’ambito di una guerra ibrida.
Numerosi rapporti dimostrano che attualmente queste infrastrutture critiche non dispongono della protezione sufficiente, specialmente contro i ciberattacchi o i droni.
Un problema è l’assenza di un obbligo legale per i gestori. Misure semplici come audit in materia di sicurezza informatica o l’installazione di reti di protezione contro i droni, ad esempio, non sono obbligatorie.
Nella primavera del 2023 il Parlamento ha approvato la mozione 23.3001 della CPS-S. Nel suo parere il Consiglio federale scrive che la Confederazione non gode di una piena competenza di regolamentazione. Per istituirla occorre dapprima una revisione parziale della Costituzione federale.
L’articolo 61 della Costituzione federale attribuisce alla Confederazione la competenza legislativa sulla protezione dei beni in caso di conflitto armato. Tale competenza federale è stata già applicata efficacemente nel 2013 per emanare la legge federale sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati, catastrofi e situazioni d’emergenza (RS 520.3). Pertanto, per proteggere le infrastrutture critiche non è necessaria un’ulteriore base costituzionale.
La situazione di minaccia si è aggravata negli ultimi tre anni. Sussiste quindi urgente necessità di intervenire. Il rapporto del Consiglio federale del 18 settembre 2026 sulla strategia della Svizzera in materia di politica di sicurezza è interessante, ma resta una strategia. Non consente di raggiungere gli obiettivi nei tempi necessari.
Il Parlamento deve poter agire più rapidamente sul piano legislativo. Anche per evitare il ricorso al diritto di necessità da parte del Consiglio federale al fine di tutelare la sicurezza interna ed esterna della Svizzera, ai sensi dell’articolo 185 della Costituzione federale.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 26.10.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
