Parlamento / Oggetti / 26.4631
Incentivare l’integrazione dei titolari dello statuto S attraverso la partecipazione attiva
depositato il 02.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (02.10.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento le modifiche legislative necessarie affinché i titolari dello statuto S che beneficiano dell’aiuto sociale, non esercitano alcuna attività lucrativa, non seguono alcuna formazione e sono idonei a partecipare siano tenuti a dedicare da 10 a 15 ore alla settimana a misure d’integrazione.
Tali misure possono includere corsi di lingua del Cantone di residenza, attività di volontariato presso associazioni riconosciute, lavori di pubblica utilità o misure di preparazione al mercato del lavoro.
Nel quadro del monitoraggio dell’aiuto sociale, deve essere rilasciata e presentata un’attestazione periodica.
Occorre prevedere eccezioni, in particolare in caso di malattia, incapacità o qualora un genitore debba accudire personalmente figli di età inferiore a quattro anni non ancora scolarizzati.
Motivazione
Da gennaio 2024 i beneficiari dello statuto S hanno accesso a tutte le misure cantonali di integrazione. Per le persone residenti in Svizzera da almeno tre anni, la Confederazione punta a un tasso di attività lavorativa del 50 per cento.
L’apprendimento della lingua locale e lo svolgimento di un’attività regolare sono fondamentali per l’integrazione. Presenziare settimanalmente presso un’associazione, un Comune o un’istituzione consentirebbe di praticare la lingua, instaurare contatti, acquisire competenze e favorire l’accesso a un impiego dichiarato.
La relativa attestazione permetterebbe ai servizi sociali di verificare oggettivamente la partecipazione alle misure proposte. Il rifiuto ingiustificato di partecipare potrebbe essere considerato nel quadro dell'aiuto sociale, nel rispetto del minimo vitale e del principio di proporzionalità.
L’obiettivo non è sanzionare le persone impossibilitate a partecipare, bensì trasformare l’integrazione in un percorso attivo, capace di coniugare sostegno pubblico, apprendimento di una lingua e partecipazione alla vita sociale e professionale.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 26.10.2026. Dati grezzi
Non si tratta di una pubblicazione ufficiale. Nomi, cifre e testi delle votazioni sono riportati senza modifiche, così come li pubblicano i Servizi del Parlamento.
