Parlamento / Oggetti / 15.321
Possibilità di richiedere sistematicamente la fedina penale ai cittadini dell'Unione europea che chiedono il rilascio di un permesso di dimora (2)
depositato il 30.09.2015 nella Sessione invernale 2015Prima Camera: Consiglio degli StatiNella Commissione del Consiglio nazionale (20.03.2026)
- LegislazioneAttribuito secondo una regola: L’oggetto comprende una legge federale o un decreto federale sottoposto a referendum.
- Confederazione e CantoniAttribuito secondo una regola: Un’iniziativa cantonale: un Cantone si rivolge alla Confederazione.
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
- 08.11.2016CIP-SDare seguito (Camera prioritaria)
- 20.01.2017CIP-NDare seguito (Camera prioritaria)
- 22.03.2019Consiglio nazionaleProroga del termine
- 22.03.2019Consiglio nazionaleSino alla sessione primaverile 2021.
- 19.03.2021Consiglio nazionaleIl termine imposto è prorogato fino alla sessione primaverile 2021
- 17.03.2023CommissioneSino alla sessione primaverile 2025.
- 17.03.2023Consiglio nazionaleProroga del termine
- 21.03.2025Consiglio nazionaleStralcio dal ruolo
- 23.09.2025Consiglio degli StatiNessuno stralcio dal ruolo
- 23.09.2025Consiglio degli StatiNessuno stralcio dal ruolo
- 20.03.2026Consiglio nazionaleIl termine imposto è prorogato fino alla sessione primaverile 2028
- 20.03.2026Consiglio nazionaleIl termine imposto è prorogato fino alla sessione primaverile 2028
Testo depositato
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone Ticino presenta la seguente iniziativa:
Il cantone Ticino chiede all'Assemblea federale di provvedere affinché le informazioni sui precedenti penali di cittadini di Stati dell'Unione Europea che chiedono di trasferirsi in Svizzera, sia per brevi periodi che durevolmente (compresi i lavoratori distaccati), possano tornare ad essere chieste sistematicamente, d'ufficio, ai Paesi d'origine o a Stati terzi, senza bisogno di fornire alcuna particolare motivazione.
Motivazione
La proposta presentata dal signor Quadri nel 2008 ha come scopo quello di verificare sistematicamente le eventuali pendenze penali di tutti coloro che intendono chiedere qualsiasi tipo di permesso di dimora. La richiesta è motivata "per evidenti ragioni di sicurezza interna".
La commissione della legislazione, aiutata dagli ultimi casi di cronaca, ha redatto questo rapporto che oggi noi dobbiamo discutere chiedendo l'accoglimento della proposta.
Dato che il tema è di grande importanza, reputiamo fondamentale analizzare la questione tenendo in considerazione anche altri attori presenti sul territorio cantonale: nel caso specifico ci riferiamo ai lavoratori distaccati.
Basti pensare che nel solo 2014 sono state oltre 25 000 le persone che hanno raggiunto temporaneamente il nostro territorio per svolgere in totale oltre 673 mila giorni di lavoro. Per capirci, stiamo parlando di circa 3000 posti di lavoro a tempo pieno.
Ma al di là delle questioni relative al mondo del lavoro che meriterebbero un'approfondita discussione, il punto focale in questo caso è il numero importante di persone che raggiungono il nostro territorio in maniera incontrollata. Infatti, a differenza dei frontalieri che si presentano agli sportelli per richiedere il proprio permesso di lavoro, queste persone arrivano nel nostro Paese semplicemente dopo essersi annunciate on line. A questo proposito cogliamo l'occasione per chiedere perché non è stata ancora implementata la mozione accolta il 10 marzo 2014 da questo Parlamento che chiedeva l'abolizione di questi ultimi. Gli abitanti di Cevio dopo 18 mesi stanno ancora aspettando l'apertura dello sportello come proposto da Fiorenzo Dadò.
Dunque non possiamo escludere dalla discussione questi ultimi e anzi, se si vuole davvero percorrere la strada della sicurezza pubblica, senza strumentalizzazioni di sorta bisogna ampliare il discorso senza creare discriminazioni.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 18.09.2026. Dati grezzi
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