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26.461Iniziativa parlamentareParlpendente

Amnistia per i reati connessi alle false vaccinazioni contro il COVID-19 e alle esenzioni dall’obbligo di indossare la mascherina

depositato il 28.09.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (28.09.2026)

Diritto penaleSalute

  • LegislazioneAttribuito secondo una regola: Un’iniziativa parlamentare: un progetto di atto elaborato dal Parlamento stesso.

Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.

Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.

Va elaborato un atto normativo che stabilisca un’amnistia per gli atti compiuti durante il periodo di validità del certificato COVID-19 o dell’obbligo di indossare la mascherina che rientrano in queste fattispecie:

• la simulazione di una vaccinazione contro il COVID-19 o l’acquisizione, il rilascio o l'utilizzo di un certificato di vaccinazione contro il COVID-19 falso;

• l'acquisizione, il rilascio o l'utilizzo di un certificato medico per l’esenzione dall’obbligo di indossare la mascherina contraffatto o contenente informazioni non veritiere.

L'amnistia comporta la rinuncia al perseguimento penale e la remissione delle pene non ancora eseguite. Si applica anche ai procedimenti penali già conclusi.

Sono esclusi ulteriori reati che vadano oltre gli elementi probatori in questione, nonché i casi in cui si verifichi un danno concreto a terzi. Le pretese di diritto civile rimangono invariate.

Durante la pandemia di COVID-19, la partecipazione a numerosi ambiti della vita pubblica era subordinata al possesso di un certificato. Allo stesso tempo, in molte situazioni era obbligatorio indossare la mascherina. Queste misure hanno messo sotto forte pressione le persone che nutrivano riserve nei confronti della vaccinazione o che, per motivi di salute o personali, non volevano indossare la mascherina.

Alla luce di quanto si sa oggi, quello che è stato di fatto un obbligo alla vaccinazione e l’obbligo di indossare mascherine, per lo più inutili, non avrebbero mai dovuto essere imposti. È stato dimostrato che proprio da parte di servizi statali sono state rilasciate dichiarazioni e fatte promesse che sono state smentite già da tempo.

Chi ha simulato di essersi vaccinato, ha utilizzato un certificato di vaccinazione falso o si è fatto rilasciare un certificato di esenzione dall’uso della mascherina non veritiero, ha agito in modo illegale. Lo stesso vale per le persone che hanno rilasciato tali certificati. La questione è tuttavia se, a distanza di anni, il perseguimento penale di questi reati commessi a causa della pandemia sia ancora proporzionato.

I casi di Patrick Fischer e Granit Xhaka hanno riacceso il dibattito sui certificati di vaccinazione falsi. L'amnistia, tuttavia, non deve dipendere dalla notorietà di singole persone. Dovrebbe inoltre includere, secondo regole uniformi, anche coloro nei confronti dei quali è stata avviata un’indagine o che sono stati condannati per aver ottenuto indebitamente l’esenzione dall’obbligo di indossare la mascherina. Ciò non riguarda le esenzioni rilasciate correttamente e giustificate da motivi medici.

Un’amnistia non renderebbe retroattivamente legittimi gli atti compiuti all’epoca. Si tratterebbe piuttosto di una decisione del Parlamento presa in modo consapevole per porre fine al perseguimento penale di reati chiaramente definiti, commessi in un periodo straordinario. Sono esclusi ulteriori reati e i casi in cui terzi abbiano subito un danno concreto. In questo modo, questa fase della pandemia potrà essere conclusa secondo lo stesso metro di misura per tutte le persone coinvolte.

Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 28.10.2026. Dati grezzi

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