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Proteggere i lavoratori dal caldo torrido
depositato il 02.10.2026 nella Sessione autunnale 2026Prima Camera: Consiglio nazionaleDepositato (02.10.2026)
Iter nelle Camere
Le decisioni delle Camere e delle commissioni, nei termini dei Servizi del Parlamento.
Ancora nessuna decisione di una Camera o di una commissione.
Testo depositato
A questo riguardo si pongono le seguenti domande al Consiglio federale:
• Di quali dati dispone in merito ai disturbi della salute, agli infortuni sul lavoro e alle assenze dal lavoro in Svizzera riconducibili al caldo torrido? È possibile quantificare i costi economici che questo fenomeno produce e suddividerli per settore?
• Come valuta l’attuazione dell’obbligo dei datori di lavoro di proteggere i propri dipendenti dalle conseguenze del caldo torrido? Con quale frequenza vengono effettuati controlli sulla protezione dal caldo, quali carenze si riscontrano e quali misure sono disposte?
• Secondo il Consiglio federale è necessario introdurre requisiti minimi uniformi a livello nazionale in caso di caldo torrido, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, gli orari, le pause, l’ombreggiamento dei posti di lavoro e, come ultima risorsa, la sospensione temporanea delle attività che comportano rischi?
• A quali condizioni le autorità esecutive competenti possono ordinare la sospensione temporanea dei lavori se la salute dei collaboratori è messa a rischio dal caldo estremo e se le altre misure di protezione si sono rivelate insufficienti? Questa possibilità si fonda sul diritto federale, su specifiche basi giuridiche cantonali oppure su una combinazione di entrambi?
Motivazione
I periodi di caldo estremo dovuti alla crisi climatica costituiscono un rischio sempre maggiore per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro. Sono particolarmente rischiose le attività svolte all’aperto che comportano sforzi fisici.
Già oggi i datori di lavoro sono tenuti per legge a tutelare la salute dei propri dipendenti. Tuttavia, la scelta delle misure specifiche da adottare spetta in larga misura alle singole aziende. Non è previsto alcun controllo sistematico da parte delle autorità dei programmi di protezione dalle temperature eccessive.
Emergono anche differenze cantonali riguardo all’approccio adottato in risposta ai periodi di canicola. Mentre la scorsa estate nel Cantone di Ginevra alcuni lavori all’aperto sono stati sospesi, altrove lo stop delle attività a causa del caldo non è stato decretato per mancanza di una base giuridica pertinente. A seconda del Cantone, quindi, i lavoratori sono protetti più o meno bene.
Per effetto della crisi climatica, i periodi di caldo torrido stanno diventando più frequenti e più intensi. Le loro conseguenze non devono essere scaricate sui lavoratori che ne sono colpiti. Occorre pertanto verificare se l’attuale protezione della salute prevista dal diritto del lavoro tenga adeguatamente conto di questi crescenti disagi, se sussistano lacune a livello attuativo e se siano necessarie disposizioni più uniformi a livello nazionale.
Fonte: Parlamentsdienste der Bundesversammlung, Bern, consultato il 29.10.2026. Dati grezzi
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